cicì
GEAPRESS – Un ammasso di pelo sporco ed ormai irreparabilmente impiastricciato. Poi il sospetto di alcune fratture. E’ stato trovato così, ieri mattina, abbandonato non a caso nei pressi del rifugio Lo Scondinzolo di Palermo. Il povero barboncino, o almeno quello che sembra essere, forse non ha più di tre anni.

Per poterlo tosare ed individuare, tra l’altro, un preciso quadro clinico, si dovrà probabilmente sedare. Con mille escamotage i volontari del rifugio sono infine riusciti ad avvicinarsi, ma il povero “Cicì” ha tremendamente paura delle scarpe. Appena ne vede una (basta sentire un tacco nella stanza vicina), salta guaendo cercando rifugio sotto i mobili.

Una carezza, forse, non l’ha mai avuta, ma di calci probabilmente tanti.

“Cicì”, il barboncino, non si scolla dal muro, e nonostante le dimensioni sicuramente non imponenti, è  inavvicinabile. Solo dopo vari tentativi, si è riusciti ad un timidissimo approccio. Pochi istanti, perchè il povero “Cicì” appena si accorge che un uomo non è fatto solo di mani  e braccia, ma anche di piedi e scarpe, manda all’aria i timidi progressi ottenuti solo dopo infinita pazienza.

Fetido e quasi indistinguibile nelle forme, è probabile che il cagnetto, sia stato tenuto in un ambiente malsano oltre che soggetto a maltrattamenti.

Un grumo di pelle ed ossa – riferisce Liliana Ragonese a GeaPress – Nella mia vita ne ho visto di tutti i colori. Giulia, l’alano legato al cancello con le ossa di una zampa  letteralmente scoperte, il pastore tedesco “lupone” veramente pericoloso che era stato tenuto tutta la vita ad una corta catena, per non parlare di “Napoleone”, un grosso meticcio di colore arancio che non tollerava nessuna presenza. Si faceva avvicinare solo da me dopo possenti ringhi che all’inizio mi facevano gelare il sangue. Poi ho scoperto che non era cattivo, ma quando si dovevano impartire le terapie, era veramente un grosso problema. Oltretutto rischiavo di perdere le fiducia acquisita. Ricordarmi, però, di  uno come Cicì, è veramente difficile. Con lui sarà una lunga storia – ha aggiunto la responsabile del Rifugio – tutto grumi e tutto ossa“.

Cicì dovrà ora essere sottoposto ad una accurata visita veterinaria ed i volontari considerano già un successo essere riusciti a togliere il guinzaglio e poterlo in qualche maniera prendere.

La speranza è quella di riuscire a portarlo fino all’adozione anche se, allo stato attuale, l’impresa appare quanto meno difficile. “Spero che i lettori di GeaPress possano dare una mano, per  Cicì come per gli altri cani bisognosi tolti dalla strada” riferisce la responsabile del Rifugio Lo Scondinzolo.

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