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GEAPRESS – E’ un meticcio di circa sei anni il cagnolino scampato alla “notte dei veleni” che si è consumata ieri sera nella periferia sud occidentale di Palermo. Cinque cani che hanno attirato l’attenzione di un ignoto avvelenatore nella borgata di Villagrazia. Salame avvelenato, questo sembra essere stato trovato nei luoghi dai volontari della LIDA che sono riusciti a mettere in salvo uno dei cinque cani presi di mira dall’avvelenatore.

Forse la timidezza e l’esile taglia gli hanno salvato la vita. Per gli altri quattro cani, più grossi e verosimilmente più intraprendenti, non c’è stato niente da fare. Sono subito arrivati sul cibo avvelenato  e sono morti tra atroci sofferenze. Gli animalisti, una volta allertati, si sono precipitati nei luoghi, rivenendo quattro cani morti e, tra i corpi, il cagnolino scampato al veleno. Lui, il piccolo meticcio, è stato preceduto dagli altri cani ed in tal maniera si è salvato.

Secondo la LIDA è probabile che il cagnetto non sia un randagio. Pulito ed abituato al guinzaglio. Forse il frutto di un recente abbandono, proprio in quei luoghi dove ieri sera qualcuno ha deciso di trascorrere il Natale spargendo bocconi avvelenati. La borgata, sebbene prossima ai confini territoriali, ricade nel  comune di Palermo e per questo il cagnolino è ora ricoverato nel canile. Dopo l’intervento di sterilizzazione e microchippatura, potrebbe essere reimmesso nel territorio. L’appello, dunque, è quello di recarsi presso il canile municipale di via Tiro a Segno e rivolgersi per l’adozione del cagnolino scampato al veleno.

Poco distante da questo primo gruppo di cani è stato poi trovato un cucciolo di Pit bull, forse malato. Anche lui è ora ricoverato presso il canile municipale.

Domani protocolleremo la richiesta rivolta al Comune di Palermo. Non vogliamo che il cagnolino torni nel territorio  – ha dichiarato Alessandra Musso, responsabile cittadina della LIDA – Si tratta di un caso particolare e di certo quel luogo è l’ultimo posto dove andare a liberare il cane. Bisogna solo aspettare il tempo di una adozione, il cane è abituato alla presenza dell’uomo e sono certa che nelle prossime ore i palermitani sapranno venire incontro a tale esigenza“. Fino a poche ore addietro, nei luoghi dell’avvelenamento, sono stati trovati pezzi di salumi probabilmente intinti nel veleno

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