pit morto
GEAPRESS – Un cucciolo incrocio di Pit bull morto poco dopo il ricovero in una clinica veterinaria. Il cagnolino, però, non stato abbandonato in un posto qualsiasi, bensì in un’area di non facile acceso dove Alessio Di Dino, presidente della LIV, presta la sua opera di volontariato.

Sembra quasi che l’opera di sensibilizzazione e di diretto intervento in favore dei randagi del luogo, venga ricambiata con animali gettati oltre i due cancelli che proteggono l’area. “Credevo che qualcosa potesse migliorare e invece siamo sempre punto e a capo“, riferisce rammaricato Alessio Di Dino.

Abitudini che il volontario non addebita, però, alla cattiveria delle persone, bensì alla mancanza di cultura e, probabilmente, anche alla scarsità di risorse economiche. Fattori  che giocano un ruolo importante nell’alimentare l’illegalità.

Mi rende triste il fatto – conclude Alessio Di Dino – che questo cucciolo abbia perso la vita dopo avere tanto sofferto. Diverso discorso per chi, protetto dall’anonimato, ha gettato quel cagnetto oltre due cancelli”.

 

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