cane palermo
GEAPRESS – Continuano gli abbandoni nei pressi del canile municipale di Palermo. Dopo il cucciolo  che sembrava”dormire” vicino al cancello (vedi articolo GeaPress ) ed il rottweiler “senza forma” abbandonato perchè malato (vedi articolo GeaPress) è ora la volta di un secondo cane, dell’età di circa quattro mesi.

La storia inizia, probabilmente, già nella giornata di domenica. Un signore con un bambino ed un cucciolo con il collarino rosso,  asserisce di avere trovato il cane in strada e di volerlo consegnare al canile. Una spiegazione che non ha molto convinto gli operatori; ad ogni modo, per l’accettazione,  occorreva una denuncia di ritrovamento. Il cucciolo appariva con una evidente deformazione alle zampe anteriori. Forse un problema congenito che si era aggravato con la crescita del povero animale. Gli arti, infatti, si presentavano ad arco.

Il signore sembra accettare la regola e promette di tornare con la denuncia. Di lui, però, non si hanno più notizie.

Oggi, però, arriva una segnalazione. Un cucciolo con le zampe storte legato con un guinzaglio in via Buonriposo. Siamo a non più di 100 metri dal canile,  nella sponda opposta del fiume Oreto. Gli operatori raggiungono  il posto ed il cucciolo subito ritrovato presentava caratteristiche simili a quello che era stato visto il giorno prima. Collarino rosso e zampe storte, poi un lungo guinzaglio che era servito a legarlo in una strada stretta ed intensamente trafficata. Una macchina lo aveva travolto e qualcheduno, forse lo stesso segnalante, lo aveva bagnato quando, tramortito ed in piena careggiata, deve avere penosamente tentato di trascinarsi.

Immediato è stato il ricovero presso il Presidio Veterinario del canile municipale ma per lui non c’era più niente da fare: una violenta emorraggia interna lo ha ucciso. La foto scattata poco prima del prelievo in strada ha “fermato” gli ultimi attimi della  sua breve vita.

Una situazione difficile quella del canile municipale, aggravata, tra l’altro, da un cumulo di immondizia che non si riesce a far portare via. Sembra, a questo proposito, che il personale oggi intervenuto non fosse autorizzato al prelievo ma solo al trasporto.

Lavoriamo nel fetore dei cumuli di immondizia e con le persone che si accalcano al cancello – riferisce un volontario del canile – Le persone non vogliono sentire  e le regole, giuste o sbagliate che siano, devono comunque essere rispettate, specie in una struttura pubblica. Le scuse per abbandonare i cani sono molteplici. Sappiamo che fuori il randagismo non si riesce ad arginare a ci sentiamo sotto assedio“.

La soluzione opportuna, sarebbe quella di iniziare un serio controllo del microchip dei cani padronali, specie nella sconfinata  periferia cittadina. Finchè il flusso non verrà bloccato alla fonte, episodi come quelli di oggi, saranno destinati a ripetersi.

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