cucciolo morto pa
GEAPRESS – Quando gli operatori del canile municipale di Palermo, hanno aperto il cancello, il cucciolo sembrava dormire. Così una volontaria riferisce sul ritrovamento del cagnolino che in realtà era ormai morto. E’ stato lasciato al freddo della scorsa notte, quanto è bastato per farlo morire.

Il povero cagnolino non ha retto alle basse temperature e, dormendo, ha chiuso gli occhi per sempre. Una “cartolina” poco desiderabile ma che ben evidenzia il dramma del randagismo in città.

Non è la prima volta, infatti, che qualcuno, nottetempo, lega un cane al cancello. In questo caso, non vi era neanche una corda per impedere che il cucciolo potesse finire sotto le ruote di una macchina. Questo rischio non è mai esistito: è morto prima.

Le telecamere, riferiscono i volontari, forse non funzionano ma comunque il posto scelto per l’abbandono non sarebbe stato visualizzato. L’unico “conforto”, rivelatosi del tutto inutile, è stata una sorta di pezza che doveva forse servire ad isolarlo dal cemento. Il freddo pungente della scorsa notte, però, non ha lasciato scampo al piccolo animale che necessitava, invece, con la massima urgenza di un luogo riscaldato.

Spero che la fotografia venga vista da chi lo ha abbandonato – riferiscono ora i volontari – Che gli resti sulla coscienza. Non ha neanche aspettato l’apertura del canile. In piena notte come un sacchetto dell’immondizia“.

In città non è allo stato possibile quantificare il numero di cani randagi. Le altalenanti attenzioni del Comune nei confronti di un problema grave e tutt’ora irrisolto, quale è quello del randagismo, e gli interventi di sterilizzazione non sempre portati avanti con continuità, generano un  numero sicuramente elevato di randagi. A monte, però, il problema vero è rappresentato dall’esiguità dei controlli sui microchip. In altri termini, un obbligo di legge è di fatto vissuto come una sorta di optnional. Del resto, per abbandonare un cane, è meglio che il chip non ci sia.

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