nerone
GEAPRESS – L’ultimo intervento delle Forze dell’Ordine risale al novembre del 2013 (vedi articolo GeaPress). Una approfondita indagine dei Carabinieri, scaturita da un evento casuale. Nel corso di un posto di blocco un occupante del veicolo fermato, mostrava tracce di sangue.

Quante di queste “casualità” si verificano ogni giorno in città? A sentire i volontari della sezione cittadina della LIDA, sarebbero fin troppe. Il termometro della situazione è la moda dilagante del Pit bull in certi quartieri ed in mano a certe persone. Non sono tutti delinquenti e tra di loro c’è pure chi adora il proprio cane, ma basta guardarsi attorno per capire come la realtà che traspare è ben diversa.

E’ una realtà che viviamo ogni giorno – riferisce a GeaPress Alessandra Musso, responsabile della LIDA di Palermo – Ad essere coinvolta è un po’ tutta la cerchia periferica di Palermo con località già nel passato note per i combattimenti“.

Gli animalisti, però, sottolineano un altro particolare. Si tratta di cani sospetti, legati al cancello del canile municipale o segnalati in strada. “E’ capitato più volte di trovare abbandonati Pit bull con cicatrici o comportamenti tali da fare supporre un addestramento brutale, finalizzato ad aggredire altri cani. A volte – aggiunge Alessandra Musso – basterebbe un po’ di attenzione, identificando, ad esempio, chi a bordo di scooter costringe il cane al guinzaglio. Potrebbe non trattarsi di una  passeggiata, già non condivisibile, ma di un allenamento“.

Animali che spesso presentano code e orecchie tagliate. “Tagli perfetti – specifica la responsabile della LIDA – Difficile pensare che non siano stati eseguiti da professionisti“.

Ma dove avvengono in combattimenti?

Le voci che girano in città sono relative agli allevamenti. I ring, invece, verrebbero montati in ville private, spesso nell’hinterland palermitano. Abitudini che sembrano percorrere schemi già vissuti dalla città sul finire degli anni novanta. Un giro sicuro di spettatori non necessariamente scommettitori. Luoghi ben appartati dove il combattimento viene documentato con un video da una persona al di sopra di ogni dubbio, in grado di garantire gli scommettitori.

Negli anni novanta si vociferava di un campione di nome Max. Si diceva pure la provenienza, ovvero la Croazia, e la famiglia mafiosa di appartenenza. Il combattimento si chiudeva solo quanto il “mitico” Max, attaccava per le viscere il cane perdente.

Purtroppo l’attuale legislazione è gravemente carente. La stessa legge 189/04, presentata come quella che mandava in carcere i responsabili dei maltrattamenti, quasi nulla può, specie nei confronti di un mondo criminale che continua a lucrare anche sugli animali. Basti considerare che l’arresto in flagranza di reato è previsto (peraltro in forma facoltativa) solo per le forme aggravanti che riguardano poche categorie di persone coinvolte nei combattimenti; ruoli, comunque, molto difficili da individuare. Sulla condanna, basti considerare come le pene reclusive previste sono ben al di sotto della soglia di punibilità.

Chi è oggi il nuovo Max di Palermo?

© Copyright GeaPress – Tutti i diritti riservati