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GEAPRESS – In tutta la sua vita ha potuto godere solo di poche ore di affetto. Anche la morte non è stata tranquilla; Jule se ne è andata tra le crisi convulsive.

La giovane Pit bull era stata abbondata pochi giorni addietro innanzi al canile municipale di Palermo (vedi articolo GeaPress) in condizioni drammatiche. Chi l’aveva abbandonata molto probabilmente non si era mai preso cura di lei. Rogna, leishmaniosi ed ehrlichiosi, oltre che un  preoccupante stato di debilitazione.  Per Jule era già difficile potersi sedere. La pelle, infatti, si stirava dolorosamente.

All’ignoto padrone che  l’aveva ridotta in quella maniera prima di legarla al cancello del canile, i volontari avevano riservato un nome particolare: “catimunnizza”, ossia un secchio colmo di rifiuti.

Gli occhi dolci di Jule si sono chiusi tra gli spasmi. A nulla sono valse le cure prestate. Una vita di inferno passata tra chissà quali privazioni e maltrattamenti.

Vorrei che il suo padrone sapesse della morte di Jule- ha riferito a GeaPress Alessandra Musso, responsabile LIDA di Palermo –  Dovrebbe provare rimorso per quello che ha fatto, anche se non credo che ne sia capace. L’ha vista ridursi così giorno per giorno  e non ha fatto niente. L’ha tenuta fino all’ultimo, senza curarla. Poteva almeno lasciarla al canile quando si era ancora in tempo. Jule – ha aggiunto la responsabile della LIDA – è uno dei tanti cani di Palermo che vivono al chiuso dei magazzini del centro storico come della periferia. Di loro non si sa niente, tranne quando vengono abbandonati in strada o lasciati, come nel suo caso, innanzi al cancello del canile. Dopo tutto quello che ha passato meritava tutt’altro”.

Jule non ha mai vissuto. Non è possibile infatti usare questo verbo per definire la sua breve esistenza. Uno dei tanti cani usa e getta, nati per l’uomo e morti per mano dell’uomo.

Provo un po’ di rabbia – ha aggiunto Alessandra Musso – nel pensare che Jule non ha avuto possibilità’ di ricredersi su noi esseri umani, dato che non facciamo tutti cosi’ schifo”. 

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