cavalla circonvallazione
GEAPRESS – Per capire cosa sia effettivamente successo bisognerà attendere, nel caso venga disposto, l’esame autoptico e l’eventuale presenza del microchip. Un fatto non sempre scontato in un città, come Palermo, dove vi sono stalle abusive finanche a poche decine di metri dai cosiddetti salotti buoni.

Una cavalla in tremenda agonia in una delle corsie laterali della circonvallazione cittadina all’altezza di Tommanso Natale, quartiere della periferia nord di Palermo. Due volontarie si trovavano a passare in quel tratto di strada quando si sono trovate innanzi il corpo del povero animale che si agitava in maniera spasmodica. Sembra che la cavalla era gravida.

Una scena da incubo che sembra non  risolversi con le chiamate d’emergenza. Una di questa arriva a Marilena Oddo, volontaria della LIDA di Palermo. “E’ stato infernale. Da un  lato avevo la persona che assisteva a quella scena tremenda, dall’altro dovevo avvertire subito qualcuno per il pronto intervento“. Nel giro di dieci minuti, però,  la cavalla è spirata.

I fatti sono avvenuti stamani intorno alle 10.30. Secondo voci ancora in attesa di conferma sembra che la cavalla sia riuscita a saltare da un terreno recintano. Non può dirsi, invece, cosa sia successo dopo. Potrebbe trattarsi di un incidente a seguito del presunto salto, oppure di un investimento.

Nella città di Palermo, sono detenuti, in pieno perimetro urbano, centinaia di cavalli. Stalle che in molti casi sono costituite da semplici box auto condominiali e nulla più. Frequenti, altresì, le corse clandestine. L’ultima è stata interrotta ieri mattina in via Ernesto Basile (vedi articolo GeaPress).

La segnalazione di stamani – spiega Marilena Oddo – è solo l’ultima di una estate drammatica. Riceviamo decine di segnalazioni al giorno, soprattutto di cani bisognosi. Sono persone che in molti casi vogliono scaricare sugli altri  impegni che in realtà spetterebbero all’ente pubblico. L’ultimo caso nel quale sono capitata era realtiva alla segnalazione di una signora milanese. Ho recuperato il cane, ovviamente con tanti problemi, la signora è tornata Milano e noi siamo rimasti in mezzo ai guai. Neanche una telefonata per sapere come sta il povero cane. Stamani – conclude la volontaria – anche la cavalla. Ci siamo dati da fare per quanto potevamo, ovvero “impazzendo” per cercare un soccorso urgente. Nel frattempo la cavalla è morta e a noi non rimane altro da fare che constatare come, anche in questo in caso, non esiste un pronto soccorso veterinaio“.

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