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GEAPRESS – Quando i Carabinieri di Palermo entrarono nel ring del quartiere  Zen 2, Tyson  era coperto di ferite sanguinanti.

Una storia particolare, quella del grande Pit bull con le orecchie tagliate che trae origine da un posto di blocco che i militari avevano effettuato nel centro città. Alcune persone, all’interno di un automobile, tra cui una con tracce di sangue nei vestiti. Poi un cellulare  e le immagini dei combattimenti. I Carabinieri, identificato il gruppetto, avviarono indagini scrupolose che  portarono infine all’arena all’interno di uno dei più noti quartieri d’Italia cosiddetti “difficili”. Lì dentro, c’era Tayson ed altri Pit bull.

Sul posto intervennero subito gli animalisti della LIDA che provvidero con i loro mezzi, scortati dai Carabinieri, al ricovero dei cani presso il canile municipale.

Lunghi mesi, fatti di sguardi, attenzioni ed apprensione. Sembra, infatti, che qualcuno nei primi tempi non si fosse scordato di lui. I volontari, invece, fecero di tutto per fare dimenticare a Tyson i brutti momenti vissuti allo Zen 2. Tyson e gli altri cani, vennero finanche portati a mare. Per loro, sicuramente, doveva essere la prima volta.

Infine la felice adozione un po’ ritardata ma solo a causa di una Ordinanza sanitaria del Comune di Palermo che aveva momentaneamente sospeso la movimentazione degli animali.

Tyson è ora lontano da Palermo. Ieri pomeriggio, in nave, ha lasciato il capoluogo siciliano. I suoi adottanti, già nei giorni scorsi, erano arrivati in città, per farsi conoscere e, ovviamente, vedere per la prima volta “Tyson”. Dopo tutti i controlli del caso, la partenza verso la nuova destinazione.  Già oggi, presa confidenza con la nuova casa, Tyson aveva preso possesso di un confortevole divano accanto ad un camino.

Un destino, fino a non molti mesi addietro, che appariva invece segnato. Sangue, violenze, morsi profondi per fare divertire e guadagnare i suoi aguzzini.

In tutto questo tempo con Tyson si è creato un rapporto speciale – riferisce a GeaPress Alessandra Musso, responsabile cittadina della LIDA – Temo che mi sarà difficile rivedere il suo box ora che non c’è più, ma è meglio così. Tyson, nonostante quello che ha passato, sapeva essere di una dolcezza infinita. Non lo dimenticherò mai e sono molto contenta della sistemazione trovata”.

Nonostante negli anni scorsi i recuperi di cani ex combattenti fecero furore nelle campagna di sostentamento dei programmi di alcune associazioni, sembra ora che il problema sia quasi scordato. Eppure i combattimenti ci sono sempre ed i cani coinvolti, sicuramente tanti. Anzi, uno dei problemi che si deve affrontare più di frequente, è la sistemazione degli animali sequestrati che, in alcuni casi, sono stati affidati agli stessi proprietari per mancanza di spazi disponibili ad accoglierli. Con Tyson, le cose sono andate in maniera diversa  e per lui si può ora veramente parlare di una nuova vita.

 
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