prima barboncino
GEAPRESS – Cicì, il barboncino abbandonato nei pressi del rifugio Lo Scodinzolo di Palermo (vedi articolo GeaPress) sembra rinato.

Dopo vari tentativi il cagnolino vittima dei  calci di chi lo aveva tra l’altro mantenuto con un mantello fetido, si è lasciato convincere. Preso con dei bocconcini. Poi, piano piano, si è riusciti a togliergli il guinzaglio che molto probabilmente lo aveva tenuto legato per tutta la vita. Infine, non senza qualche precauzione, è stato tosato. Cicì, a questo punto, è rinato. Addirittura, ma non proprio da tutti, si fa prendere in braccio.

Il pelo era fetido, come il guinzaglio – riferisce Liliana Ragonese, responsabile del rifugio Lo Scondinzolo – Il cagnolino, ad ogni modo, non aveva pulci o altri parassiti come le zecche. A mio avviso – aggiunge la responsabile del Rifugio – era stato sempre tenuto legato nella nuda terra ma non in un’area aperta. Soprattutto le estremità degli arti ed il pancino, presentavano del fango ormai diventato cemento. Un unico ammasso di peli non più distinguibili“.

Ancora da accertare se i calci che il povero cane ha subito, hanno procurato dei danni, ma l’ipotesi di fratture, almeno recenti, sembra potersi scongiurare. Rimane il problema “piedi”, ovvero la paura che il povero Cicì nutre per gli arti inferiori dell’uomo. Appena sente il rumore di un tacco, salta in aria spaventato.

Cicì, è uno dei tanti ospiti del Rifugio Lo Scodinzolo. I volontari chiedono ora un piccolo aiuto, una DONAZIONE che possa permettere di far fronte alle mille esigenze quotidiane. Cicì, peraltro, non può condividere recinti con altri cani ed allo stato attuale divide una stanza della struttura assieme ad uno Yorkshire cieco. Sembrano essere diventati amici e Cicì fa quasi da apripista per i brevi spostamenti del compagno di stanza. Ovviamente vi inviatiamo a considerare la possibilità di una DONAZIONE per il Rifugio Lo Scodinzolo ricordandovi nel caso di scrivere la causale  “Rifugio Lo Scodinzolo”.

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