GEAPRESS – Palermo come il Maranhão. Nel quartiere Bonagia del capoluogo siciliano, un rottweiler è stato bruciato in strada tra i cumuli di immondizia. A Gurupi, nello Stato brasiliano del Maranhão, un Pit bull ucciso con sette coltellate, sempre in strada.

A quanto pare, nel caso di Palermo, il rottweiler era già conosciuto da qualcuno. Questo si vocifera tra i volontari, accorsi questo pomeriggio nei luoghi. Anzi alcuni di loro parrebbero avere fatto richiesta di intervento al canile palermitano. Una struttura, come è noto, già al centro di vivaci polemiche.

Di certo, se così è stato, una richiesta rimasta lettera morta. Non è chiaro come il cane sia morto. Se cioè ucciso e poi gettato tra le fiamme, oppure in altra ancor più orrenda maniera. Di certo la segnalazione pervenuta ai volontari era giusta. Il grosso cane sta bruciando, a zampe in aria.

Una sorte crudele, come quella accaduta venerdì scorso in altra periferia, questa volta della città brasiliana di Gurupi. Due versione opposte. Quello dell’accoltellatore, secondo il quale il Pit bull una volta entrato nel suo garage, avrebbe messo a repentaglio la sicurezza della sua famiglia e le altre versioni, ovvero quelle dei testimoni, che asseriscono aver visto l’uomo con il coltello inseguire in strada il povero cane.

Secondo il proprietario del Pit bull, il cane, spaventato da un forte tuono, era riuscito a fuggire in strada dandosi ad una precipitosa fuga. A questo punto l’entrata nel garage e la versione dell’accoltellatore che però sarebbe poi stato visto inseguire e finire a colpi di fendente l’animale.

Nei social network rimpallano ora le accuse nei confronti dell’uomo che però, stante la legge brasiliana, non rischia poi granché  Un po’ come in Italia dove le previsioni detentive, per chi maltratta o uccide un animale, sono ben al di sotto della soglia di punibilità.

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