GEAPRESS – Tao, il setter che la scorsa estate è stato recuperato, in fin di vita, fra la spazzatura e dentro un sacco nero nel quartiere di Bonagia a Palermo (vedi articolo GeaPress), ha finalmente trovato adozione. Una signora di Palermo, scossa dai particolari della sua storia, ha finalmente fornito a Tao la serenità di una casa tutta sua.

La neo mamma di Tao, subentra così ad Ivano Santoro, il Veterinario che ha dedicato anima e corpo, per mesi e fino ad oggi. Poi i volontari, la cui azione ha scandito significativamente le tappe della triste vicenda che oggi, finalmente, possiamo dire a lieto fine.

Era il 18 Agosto del 2011, quando due volontari della LIDA Palermo, Marco Meli e Roberto Iovino, attratti , per caso, da una folla di gente che sostava davanti a dei cassonetti dell’immondizia, scorgevano un cagnolino anzianotto, agonizzante per terra, all’interno di un sacco nero, disidratato, ridotto a pelle e ossa, con un cappio al collo, con la lingua penzolante e con una zampa posteriore stretta in bocca, inequivocabile segno di insopportabile sofferenza. All’interno del sacco nero, inoltre, veniva recuperata un’insolita letterina con le parole “ti amo”, che suonano o come atto di scusa o, secondo qualche volontario, come estremo saluto, lasciato da un bambino a cui, forse, era già stata riferita, vigliaccamente, la morte di Tao.

La Polizia Municipale di Palermo, trasferì il povero Tao, in evidente stato di shock, al Canile sanitario di Palermo. Alessandra Musso, responsabile della LIDA Palermo, ricorda ancora il momento del suo arrivo. L’assistenza immediata di Nicola Alessandro, allora operatore Gesip, e le prime amorevoli cure da parte dei volontari presenti. La stessa sera del 18 Agosto, i ragazzi della LIDA ed il Veterinario Ivano Santoro, decidono di occuparsi direttamente di Tao, chiedendo ed ottenendo dal canile, a partire dal giorno successivo, l’affidamento esclusivo.

Già dai primi esami clinici, si evidenziò la disperata situazione di Tao. Anemico, con il pelo tormentato da piaghe e con seri problemi motori e neurologici. Nonostante questo, i volontari, ostinati nel volergli offrire una nuova vita, scatenarono una vera e propria gara di solidarietà. Nel giro di qualche ora, il cane trovato nell’immondizia divenne involontario protagonista, ricevendo attenzioni insperate e mai avute prima.

Le crude immagini suscitano rabbia e commozione, catturano l’attenzione, aumentando esponenzialmente il bacino d’utenza, come testimoniano sia l’intensa partecipazione emotiva, sia quella economica, che si traduce in offerte, donazioni e richieste d’adozione. Queste ultime, però, vengono sempre respinte, sia pure a malincuore, non solo per le indagini in corso, ma anche per le condizioni di salute di Tao, purtroppo problematiche.

La sua storia apparentemente unica, cela in sé un inspiegabile paradosso: l’aumento di visibilità proporzionale al male ricevuto. Oggi, a conti fatti, la fortuna di Tao è stata proprio la sua sfortuna. Ed è così, purtroppo, anche per tanti altri esseri indifesi. Preso atto di ciò, è d’obbligo una severa riflessione: è davvero necessario subire patimenti ed umiliazioni, prima di ricevere l’attenzione dovuta? E’ davvero questo l’inevitabile prezzo da pagare? Tao, con la forza della sua esperienza, potrebbe suggerirci come, per ciascun essere vivente, sia fondamentale- e sufficiente- la presenza di una sola mano amica prima e immediatamente, molto più di tante mani amiche dopo, quando, spesso, è già troppo tardi.

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