GEAPRESS – Inizia il 21 Febbraio il processo per il caso di maltrattamento di 5 cavalli che ha portato alla morte di uno di questi presso un maneggio a Pionca di Vigonza (PD) con la L.A.C. che si è costituita parte civile. Quella del 21 Febbraio sarà la prima delle tre udienze già fissate da qui ad Ottobre che porterà in aula del Tribunale di Padova molti testi contro tre imputati accusati di aver lasciato morire due cavalli (uno qualche mese prima del sequestro dei cavalli da parte delle Guardie Zoofile L.A.C.) e maltrattato gli stessi.

Il tutto era accaduto il giorno 05 gennaio 2010, quando le Guardie L.A.C. si erano recate a Pionca di Vigonza ove erano detenuti alcuni cavalli.

Gli animali erano 4, di cui 1 immobilizzato fino alla pancia nel fango sicuramente da giorni vista la grossa quantità di escrementi accumulati nella parte posteriore, uno era deceduto, trovato riverso ed immerso nella fanghiglia. Tutti i cavalli erano fisicamente molto deperiti ed in pessime condizioni fisiche ed igienico sanitarie, presentavano ferite sanguinanti e purulenti nella parte inferiore delle zampe ed avevano vistose chiazze prive di pelo su tutto il corpo. Il poco terreno a loro disposizione era una massa di melma profonda almeno 40/50 cm, mista ad abbondanti quantità di escrementi.

Avevano come riparo una piccola tettoia aperta su tutti i lati e sicuramente non di dimensioni sufficienti per riparare tutti gli animali. La tettoia era formata da traverse taglienti in metallo arrugginito che provocavano lesioni ai cavalli ogni qualvolta si allungavano per cercare di alimentarsi.

Il cavallo morto era imprigionato nel fango e nel ghiaccio, nonostante il freddo di quei giorni era ormai in decomposizione e non era possibile trasportarlo. Vista la situazione i tecnici dell’Istituto Zooprofilattico di Legnaro decidevano di eseguire l’autopsia sul luogo. Con l’aiuto dei Vigili del Fuoco la carcassa veniva spostata e con l’illuminazione dei fari dell’auto i veterinari procedevano ad effettuare l’autopsia. Il risultato che ci veniva comunicato in seguito  affermava che il cavallo era morto di stenti, fame e freddo. I Vigili del Fuoco lavorarono duramente per oltre 3 ore per liberare il cavallo immobilizzato nel fango. 

Vista la situazione di maltrattamento e di pericolo per la vita degli stessi le Guardie L.A.C. procedevano al sequestro dei quattro cavalli e della carcassa di quello deceduto.

Per mesi i cavalli sono stati curati dalle ferite infettate, dalla forte disidratazione e malnutrizione che rendevano difficile il recupero fisico degli stessi. Inoltre tutti e quattro i cavalli risultavano terrorizzati e spaventati, si rifiutavano di uscire dai box. Molto spesso cadevano per debolezza e per farli rialzare bisognava intervenire con forti dosi di vitamine e ricostituenti, o addirittura con l’aiuto di imbragature fissate ad argani o trattori. Dopo circa tre mesi i cavalli sono stati affidati ad una famiglia che, con molta pazienza e fatica sottolinea la LAC, li ha rimessi in forma, dando loro tutte le attenzioni necessarie per restituirgli una vita decorosa.

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