GEAPRESS – Potrebbe esserci qualcosa di diverso nella storia del cane dilaniato dal petardo che pochi giorni addietro caratterizzo, in negativo, la vita ad Abano Terme (PD). Sul finire dell’anno, infatti, si seppe di un grosso petardo rinforzato con delle pietre, fatto scoppiare nel quartiere di Giarre vicino ad Abano (PD). A rimanere ucciso fu un povero cagnolino. Il Capitano Massimiliano Kornfeind, Comandante della Compagnia dei Carabinieri di Albano, lo disse subito. Il grave fatto difficilmente è frutto di una bravata di ragazzi. Dopo lo scoppio, e le pietre scaraventate a decine di metri, due macchine sgommarono ed andarono subito via.

Giarre è immersa nella campagna di Abano. Un piccolo quartiere residenziale, fatto di ville con il giardino sempre ben curato. Sullo sfondo, poi, i Colli Euganei. C’è la vecchia villa veneta, l’antica chiesa e il campo sportivo. Ville per varie tasche. Dalle maxi monofamiliari ai piccoli condomini, sempre con il giardino intorno. E poi c’è lui, G. sfrattato senza speranza, con una roulotte sgangherata e due cani per compagnia. Come non notarlo. A Giarre, G. sta come il cacio a colazione. Sembra che qualcuno si sia interessato di lui. Gli hanno pure offerto una casa, ma G. non vuole sentirne parlare. Del resto la nicchia che si è ricavata è oltremodo desiderabile.

Di sicuro, a vederla, Giarre di Abano Terme non è un posto dove ci si passa per caso e sembra che gli inquirenti siano indirizzati a considerare anche la possibile pista di un atto intimidatorio nei confronti di G., sfrattato ed installato in un quartiere di lusso. Qualche intolleranza era stata manifestata ma arrivare fino a questo punto fa torto proprio agli abitanti del posto che di sicuro non sono affetti da insani principi esplosivi. Eppure, verso la fine dell’anno, due macchine si avvicinano alla roulotte di G. piazzano il petardo con avvolte delle pietre ed accendono la miccia. Uno dei due cagnolini di G., rimane lì. Dilaniato in terra. Le pietre-proiettile sono sparse tutte intorno. Per decine di metri. Sono state loro, con tutta probabilità a dilaniare il corpicino del piccolo cane bianco, compagno di sventura di G. (GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).