cane freccia II
GEAPRESS – E’ stato catturato ieri intorno alle 17.00 il cane con la freccia conficcata nel naso, avvistato nei giorni scorsi a Paceco, in provincia di Trapani (vedi articolo GEAPRESS).  Un pianto di gioia, dopo giorni di ricerche, ha coinvolto sia i volontari che le Guardie dell’OIPA che non avevano mai smesso di cercarlo.

Subito trasportato in un ambulatorio veterinario, il povero cagnolino è stato prima sottoposto all’esame radiografico. La freccia aveva penetrato il naso e le parti molli della bocca andandosi a fermare sotto l’orecchio sinistro a non più di un centimetro dal cervelletto e dal midollo spinale. Prima di intervenire chirurgicamente è stata necessaria una trasfusione di sangue. Per fortuna un’altro cane, posseduto da uno volontario, ha superato l’esame ematico preliminare ed è stato così possibile effettuare l’operazione si è conclusa alle 2.00 di stamani. Solo a quel punto i volontari e le Guardie dell’OIPA sono andati a riposare.

Rimane invece un mistero come il cane sia riuscito a sopravvivere nei giorni trascorsi in “compagnia” di quella freccia. Secondo il Veterinario doveva essere a digiuno da non  meno di cinque-sei giorni. “Freccia”, così è stato chiamato dai volontari dell’OIPA, era stato avvistato solo nella giornata di mercoledì. Le Guardie si erano messe subito a disposizione e da allora le ricerche non si erano mai fermate.

I danni causati dal dardo di balestra, tengono però ancora con il fiato sospeso la prognosi di Freccia. La bocca deve per ora rimanere chiusa e l’alimentazione avverrà con un  sondino che dovrà raggiungere lo stomaco grazie ad un secondo intervento chirurgico. Il Veterinario, però, è ottimista la prognosi potrebbe essere sciolta a breve.

E’ stata un’esperienza decisamente forte – riferisce a GeaPress Danilo Catania, coordinatore provinciale delle Guardie OIPA dio Trapani – Non abbiamo mai smesso di cercare il cane e sul caso apriremo di sicuro un’inchiesta. Già nelle prossime ore andremo a parlare con il Magistrato. Conserverò come un ricordo unico, il momento in cui siamo riusciti a prenderlo. Non abbiamo mai perso le speranze, ma solo ora posso dire che dopo giorni di ricerche, avvistamenti, improvvise fughe e falsi allarmi, trovare quel cane era quasi un’impresa impossibile“.

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