GEAPRESS – Ancora brutte notizie per il caso della cagnolina di Ovada, in provincia di Alessandria (vedi articolo GeaPress ). Era stata uccisa lanciandola, gravida, fuori dal finestrino di un’automobile in transito al chilometro 34 del tratto di autostrada A26 che va da Ovada ad Alessandria. Il fatto, notato da un camionista che si è fermato nel tentativo di soccorre la cagnetta e che ha chiamato la Polizia stradale, si è verificato lo scorso primo settembre all’altezza di San Carlo di Rocca Grimalda.

Una golf nera con due persone a bordo, aveva detto il camionista. La Polizia Stradale, guidata dal Commissario Nicola Disette, ha avuto consegnato dalla società gestrice dell’autostrada, i filmati delle telecamere. La golf nera, effettivamente, si vede sfrecciare nel filmato ripreso da una telecamera collocata poco dopo San Carlo di Rocca Grimalda. Immagini difficili, con scarsità di luce e che non hanno rilevato, purtroppo, il numero di targa.

Sono molto sconfortata – ha dichiarato a GeaPress Patrizia Ferraro, Responsabile ENPA di Ovada – Speravo si potesse arrivare ad una soluzione, dando almeno giustizia sul piano legale e punendo così chi ha finito in tal maniera la povera cagnolina. Anche sul riconoscimento della stessa – ha aggiunto Ferraro – non vi sono novità. Nessuno sembra avere riconosciuto dalla fotografia la cagnolina. Spero ancora che questo possa avvenire, magari una segnalazione da approndire“.

L’animale non è morto subito. Il camionista ha avuto il tempo di raccoglierla e sperare, almeno, di poterla soccorrere. Se ne è andata, invece, tra le sue mani ed un veterinario, successivamente, ha accertato che era gravida di tre cuccioli. Il corpicino della povera cagnetta era stato, poi, consegnato all’ENPA di Ovada. La foto era stata diffusa proprio nella speranza che qualcuno riconoscesse la cagnetta, di piccola taglia, bianca ed, ovviamente, senza microchip o tatuaggio.

Se nessuno riuscirà a fornire indizi utili per tentare di risalire al responsabile di tale gesto, la caccia alla golf nera rimarrà inutile. Non resta, allora, che sperare negli imprevisti, questa volta per il responsabile dell’orrendo gesto. La morte di quella cagnetta è passata vicina ad almeno due casualità che avrebbero potuto condurre all’autore del gesto. Speriamo che non manchi la terza, questa volta risolutiva. Che qualcuno cioè, riconosca la cagnetta e sappia fornire utili informazioni.

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