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GEAPRESS – Il video è improponibile. Non è mostrabile neanche nelle notizie video filtrate dai telegiornali cileni.

Il responsabile dell’orrendo maltrattamento è stato individuato. Un ragazzino di  Pudahuel, un centro abitato a due passi dall’aeroporto di Santiago del Cile. Impunibile, stante alcune fonti della polizia.

Il ragazzo si è fatto filmare, probabilmente con un cellulare di scarsa qualità, mentre preleva un gattino color arancio di non di più di quattro mesi di vita. La lavatrice utilizzata è di quelle a pozzetto, abbastanza larga e con il coperchio tenuto aperto tanto da potere filmare. Il giovane torturatore non si ferma ad una sola “prova”. Il gatto viene centrifugato più volte.

Al primo avvio il gatto miagola. E’ udibile fino a quando il rumore della macchina lo sommerge. Poi, nei successivi divertiti tentativi, il gattino miagola sempre meno. Ad ogni interruzione, una risata e quel tanto che basta di mimica. Il ragazzino fa capire in tal maniera come il povero animale si muove, o almeno tenta di farlo.  Con gli artigli fermi sulla parete crivellata del cestello, il gattino sembra tentare sconclusionati movimenti per allontanarsi. Quasi a scatti, e poi si blocca. Poi, ancora altre prove. Risate  e primo piano di una persona che, dal filmato, sembra non avere più di 12-13 anni. Infine, dopo parecchi minuti, il micetto viene portato via. Le pareti del cestello, sono macchiate di una sostanza rossastra che non è solo sangue. Forse vomito misto a sangue. Dall’ano è evidente un prolasso intestinale.

Il micio viene ulteriormente mostrato ed infine riposto in cima ad un armadio che arriva quasi al soffitto di una tettoia esterna. Sembra ancora vivo.

In Cile, intanto, è scoppiata la polemica. Le tv hanno cercato di mostrare, per quanto schermabile possa essere il filmato, quanto già andato in onda nei social network. Si chiedono pene severe e una nuova legge. Il volto del ragazzo è oscurato ma nel network è senza veli. Due account facebook sono stati già individuati. Uno è stato cancellato. Il secondo, invece, è stato modificato inserendo le foto di una bambina. I due account sono quelli del ragazzo e probabilmente dell’amico che ha filmato.

Se fanno queste cose  ancora da piccoli, cosa succederà quando saranno grandi?”. Se lo sono chiesti gli animalisti, e non solo. Un quesito che pochi giorni addietro si era posto anche Marco Cocco, giovane cantautore di Capua (CE). Il suo gattino lo aveva  ritrovato impiccato nel campetto della scuola (vedi articolo GeaPress ). Qualcuno lo aveva così ucciso, ma ancor prima il gattino nero era stato probabilmente picchiato. I nodi sulla corda di nylon, quasi a sigillare il malfatto, erano stati sciolti con un accendino.

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