GEAPRESS – La notizia ha talmente dell’incredibile da non sembrare vera. Purtroppo, però, è tutto confermato. L’inizio è triste ma normale per l’evento, ovvero la morte di un cane di ben 17 anni di età. Il proprietario si presenta nel centro che in Val di Vizze (BZ) gestisce i rifiuti da macellazione. Consegna il cane, firma i moduli e va via. I resti dell’animale vengono messi nella cella frigorifera ma l’indomani gli addetti sentono guaire. Aprono immediatamente la cella e scoprono che il cane è vivo. Viene chiamato il padrone, magari convinti che arrivi incredulo ma felice, ed invece si presenta con una accetta con la quale, immediatamente, decapita il cane.

L’esame autoptico rivelerà che il povero animale, il giorno prima, era in effetti solo stordito. Il padrone credeva di averlo ucciso e mentendo sulle cause della morte l’aveva portato al centro di Val di Vizze abilitato all’accoglimento dei resti. Una storia, dicono i ben informati, tutta maturata in un luogo isolato dell’alta valle, che però ben poco giustifica. A denunciare il tutto alla Procura di Bolzano è stato il veterinario provinciale.

Il dubbio, però, che qualcosa possa essere andata in maniera diversa da quanto parrebbe essere stato denunciato, è lecito. Quanto tempo, infatti, si può resistere al chiuso di una cella frigorifera? Come mai nessuno si è accorto che l’animale non era morto ma bensì inerme. In questi caso, peraltro, l’ipotermia dovrebbe raggiungerlo più velocemente, ed invece, l’indomani è stato sentito guaire. (GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).

Riceviamo e pubblichiamo la seguente precisazione: Il Sindaco del Comune Val di Vizze (BZ), dott. Johann Frei, precisa che il suo Comune non è in nessuna maniera coivolto nella vicenda e tanto meno la cella per il deposito di cadaveri animali si trova nel territorio amministrativo del Comune di Val di Vizze.