combattimento ares
GEAPRESS – E’ morto stamane il grosso cane corso dal mantello bruno focato, lanciato nell’immondia di Bonagia, quartiere di Palermo, da una macchina in corsa.

Lo rende noto la LIDA cittadina che aveva dato un nome al povero cane: Ares.

Nella serata di ieri, qualcuno aveva fatto pervenire  la segnalazione agli attivisti. Veniva riportato quanto era successo, ovvero un combattimento tra cani. Ipotesi avvalorata anche dai Veterinari: numerose profonde ferite da morso che avevano raggiunto gli organi vitali del povero Ares.

Quanto avvenuto ieri sera – riferisce a GeaPress Alessandra Musso, responsabile della LIDA di Palermo – non è una morte per combattimento, bensì di abbandono. Mi riferisco alle istituzioni che continuano ad ignorare problemi sotto gli occhi di tutti. Cani, ma anche cavalli le cui stalle clandestine vengono riprese dopo ogni sequestro. Manca la città, come nel caso del mercato degli uccellatori di Ballarò che ogni domenica mattina smercia piccoli volatili rubati alla natura. Ares – conclude la responsabile animalista – è vittima di un abbandono dove poi allignano interessi criminali come quello dei combattimenti“.

A causare la morte del grosso cane corso è stata quasi certamente la consistente perdita di sangue provocata dalle ferite. Nonostante gli sforzi dei Veterinari, la situazione, ormai gravissima, non è stata più recuperabile.

Recentemente, nella città di Palermo, vi sono state numerose segnalazioni relative ai combattimenti tra cani. Un fenomeno che sembrava sopito ma che invece, negli ultimi anni, ha fornito evidenti segnali di ripresa.

Nello scorso mese di novembre il clamoroso sviluppo di una indagine partita alcuni mesi prima. I Carabinieri avevano fatto irruzione in un ring del quatiere ZEN (vedi articolo e VIDEO GEAPRESS). Le indagini erano scaturite a seguito di  un normale controllo del territorio. Un posto di blocco, ed il sospetto per alcuni vestiti insanguinati. Poi il meticoloso ricostruire della vicenda e le indagini che avevano portarono al ritrovamento.

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