lupo testa mozzata
GEAPRESS – Appesa con un chiodo ad un cartello della Comunità Montana nei pressi della frazione di Nasagò, frazione di Ormea in provincia di Cuneo.

Il Commissario Straordinario del Parco del Marguareis parla senza mezzi termini di atto intimidatorio che fa tornare alla mente ricordi antichi di altre  macabre esposizioni. A ritrovare la testa è stato, poco prima delle otto di stamani, Matteo Fossati che invita tutti a riflettere su quanto successo: “questi atti meschini e incivili non fanno che accrescere la voglia di combatterli“.

Su quanto avvenuto si è registrata la condanna del Sindaco mentre le indagini sono affidate al Corpo Forestale dello Stato.

Parole dure  del Commissario Straordinario Parco del Marguareis, Armando Erbì. Non solo c’è da rabbrividire ma in tal maniera, ad avviso del Commissario, si rappresenta “la crudeltà peggiore, vale a dire quella gratuita, usata nei confronti degli animali che, non importa siano essi prede o predatori, per propria natura non possono difendersi“.

Un gesto che doveva essere plateale, considerato il particolare luogo ove è stata esposta la testa del lupo. Un fatto, ha sottolineato Erbì, che comunque suscita ricordi ancora più antichi. “Appendere il capo mozzato di un lupo alla bacheca della sentieristica che accoglie turisti e visitatori nel centro dell’Alta Valle Tanaro mi riporta alla mente ben altri scenari, che non voglio neppure citare“.

Il lupo è una specie protetta e tutelata su tutto il territorio nazionale e sono certo che inquirenti e Forze dell’Ordine individueranno e puniranno gli autori di questo vile gesto. Per quanto mi riguarda, a nome dell’Ente di Gestione del Parco del Marguareis, condanno nella maniera più convinta quella che considero non solo, e non tanto, una provocazione, bensì una vera e propria intimidazione nei confronti di chi – gli amministratori in primis – da anni si impegnano affinché la tutela di flora e di fauna non sia vissuta come un’imposizione dall’alto ma una necessità che nasce dall’amore per la propria terra“.

Condivide la tesi dell’intimidazione anche chi, stamani, ha ritrovato la testa mozzata.  “E’ una chiara intimidazione rivolta a chi vorrebbe Ormea nel Parco del Marguareis – riferisce Matteo Fossati a GeaPress – È una battaglia di civiltà ancora prima che di confini. E intanto una valle muore per gli interessi personali di pochi

La risposta all’autore del gesto arriva direttamente dal Commissario Straordinario: “A chi ci vuole riportare indietro nel tempo, a chi vuole scimmiottare sciaguratamente altri contesti, a chi vuole creare un clima intimidatorio, rispondo con le azioni intraprese, a partire dal progetto LIFE Wolfalps, e con la professionalità e l’impegno del nostro personale“.

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