cagnetta oristano
GEAPRESS – Sembra una guerra. Così i Veterinari della Clinica Duemari di Oristano hanno commentato quanto occorso alla cagnetta centrata dal proiettile di una carabina ad aria compressa, all’altezza del collo a Tramatza (OR). Il proiettile sagomato ha attraversato il torace fermandosi alla base del cuore. Purtroppo, nonostante le immediate cure prestate dai Veterinari, la cagnolina è deceduta.

Un grave episodio che fa seguito al gatto centrato a Villa Verde ed alla gatta rosa di Oristano, entrambi curati dalla clinica Duemari.

Eva, questo il nome della cagnolina di Tramatza, era da tutti conosciuta. Un carattere gioioso e socievole, finito con un colpo di carabina ad aria compressa contro il quale la legislazione del nostro paese è quantomeno carente. Se al di sotto di una certa potenza non vi sono particolari obblighi per la  detenzione.
Per il grave fatto di Oristano, l’invito rivolto a chi eventualmente in possesso di informazioni utili a rintracciare il colpevole, è quello di segnalare il tutto ai Carabinieri.

Appena pochi giorni prima, a finire colpito alla coscia sinistra dal proiettile di una carabina ad aria compressa è stato, invece, un gatto di Villa Verde (OR). Incredibilmente si tratta della seconda volta che il gatto viene colpito. Un fatto che ha scosso in molti tra cui lo stesso Sindaco Roberto Scema che ha riferito di come ormai “si susseguono le denunce relative ad atti contro gli animali, i gatti in particolare, anche attraverso l’utilizzo di armi da fuoco“. Il Sindaco di Villa Verde, ricordando le norme violate, ha auspicato che tali comportamenti “che gettano discredito, anche indirettamente, sulla nostra piccola Comunità, vengano banditi per sempre“.

Intanto a Tramatza, si prende atto della morte della cagnolina Eva, avvenuta senza motivo con un proiettile di carabina ad aria compressa che l’ha trafitta fin sotto il cuore. “Vorremmo – hanno dichiarato dalla Clinica Duemari – che chi le ha sparato vedesse il frutto della sua idiozia. Vedesse questi occhi, il dolore, la sofferenza e si vergognasse di se stesso“.

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