GEAPRESS – Sono stati affidati in questi giorni all’ENPA di Saronno (VA) i 25 gatti liberati da un cascinale di Origgio (VA). Erano stati sistemati nel luogo, all’insaputa dei proprietari (risultati del tutto estranei alla vicenda) da una signora  con l’intenzione di fare del bene. Solo che i poveri mici, provenienti dalla strada,  erano costretti a vivere nella più totale sporcizia.

La segnalazione era pervenuta nei mesi scorsi al Servizio Interprovinciale Tutela Animali (Nucleo Operativo Sanitario di Varese) diretto dal dott. Francesco Faragò. Gatti al chiuso ed in condizioni di detenzione pessime. Tutto riscontrato nel corso dell’intervento congiunto al Comando Stazione dei Carabinieri di Caronno Pertusella (VA) e del personale veterinario nominato ausiliario di Polizia Giudiziaria.

Il pungente odore di ammoniaca, si avvertiva già all’esterno della costruzione. Per potere procedere al sopralluogo, si rendeva così necessario tutelarsi con particolari attrezzature.

Pavimenti  imbrattati di feci e di urina. Il tutto frammisto a segatura e sporcizia varia. L’aria interna al locale (lasciato peraltro incustodito) era satura di dense ed urticanti esalazioni ammoniacali. I gatti, poi, erano del tutto inavvicinabili. Tutti, infatti, erano stati prelevati in strada e costretti  al chiuso in assenza di ricambio d’aria ed in un contesto di sporcizia generale assai diffusa. Il cibo e l’acqua risultavano contaminati mentre i giacigli a loro disposizione, erano realizzati con materiali di fortuna quali stracci, coperte, paglia, plastica, assi di legno, vecchie gabbie metalliche e lastre di polistirolo anch’essi intrisi di deiezioni.

Particolarmente complicata è stata sia la cattura che la successiva gestione dei gatti. Non a caso, sebbene l’affidamento sia avvenuto in questi giorni, i fatti risalgono allo scorso mese di marzo. Due mesi in tutto sono occorsi per la cattura in tutta tranquillità dei poveri mici. Gabbie trappola, in modo particolare, oltre che la bonifica dei locali.

La signora identificata come responsabile di tale situazione è stata denunciata in base all’art. 727 del Codice Penale (inidonee condizioni di detenzione). Il procedimento penale intentato dalla Procura della Repubblica di Busto Arsizio  e diretto dal Sostituto Procuratore dott.ssa Francesca Parola, si è concluso con l’oblazione di una ammenda di 5000 euro. L’oblazione e la possibilità data all’indagato, di potere estinguere il reato con il pagamento di una somma. I reati oggetto di oblazione sono solamente quelli minori, come nel caso dell’art. 727 del Codice Penale (abbandono di animali e detenzione in condizioni inidonee), ovvero reati di natura contravvenzionale.

Al Comando Stazione dei Carabinieri di Caronno Pertusella, sono giunti i ringraziamenti da parte del Responsabile del Servizio Interprovinciale Francesco Faragò.

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