GEAPRESS – Nuovo intervento del Sottosegretario Francesca Martini dopo il regalo della “nuova” ordinanza equidi, a dire il vero più salva palii che cavalli (vedi articolo GeaPress). Questa volta il Sottosegretario interviene con un’Ordinanza che di fatto chiarisce come la presenza di cani con taglio code e orecchie è consentito durante le esposizioni canine.

Una sequela di provvedimenti lunga e paradossale, visto che il divieto di taglio (teoricamente pure delle corde vocali) previsto dalla Direttiva europea recepita dall’Italia, prevede che uno stato membro può consentire il tagliuzzamento solo in maniera esplicita, ovvero richiamandolo nella legge. Cosa che l’Italia non ha fatto. Allevatori e cacciatori non lo sapevano, ed infatti gioirono quando dal testo poi recepito venne tolto l’articolo sul divieto senza però che venisse esplicitato il permesso a poter tagliare. Vi incomincia già a girare la testa? Basti sapere che a questo punto vale il divieto.

Il Ministro della Salute Fazio, però, provvide ad emanare una circolare (scarica qui) dove di fatto rimetteva tutto in gioco. Scaricava la responsabilità del taglio ai veterinari e di fatto forniva un paravento (dal momento in cui pur sempre Ministro è) da utilizzare al momento di una ipotetica contestazione di avventa amputazione. La Martini non stette al gioco, ed approfittando del rinnovo dell’Ordinanza sui cani pericolosi, provvide a ripristinare, nel marzo 2011, il divieto in questione (scarica qui nuova Ordinanza Martini). In effetti l’Ordinanza della Martini integrava, ma di fatto ripristinava, il divieto già espresso nella sua precedente ordinanza, del marzo 09 (scarica ordinanza marzo 2009).

Avete capito niente? Basta sapere che a questo punto il divieto vige di nuovo, pure per i cani che partecipano ad esposzioni canine. Tanto ripristinato, che numerosi allevatori di cani (senza opposzione ENCI) hanno ricorso al TAR.

Nel maggio 2011 una nota del Ministero della Salute,  però, tornò ancora una volta alla carica (scarica qui nota), ed ebbe a precisare che i cani con taglio antecedente all’Ordinanza Martini, potevano essere ammessi alle esposizioni. Punto e d’accapo, dunque, o forse no; può darsi un pochettino o forse a moncherino, come le code.

Agli inizi di agosto, invece, una nuova Ordinanza Martini (scarica qui). Passata inosservata, consente la presenza di tagli nel corso delle esposizioni se non finalizzate alla vendita. Ovvero quello che importa agli allevatori che devono produrre campioni, premi e gagliardetti per pedigree quotati.

Un giro mostruoso di circolari, ordinanze e pareri contraddittori. Tutto lavoro inutile, se poi dovesse essere accolto il ricorso degli allevatori di cani contro l’Ordinanza del marzo 2011. Cosa succederebbe a questo punto? Varrebbe solo la prima circolare di Fazio, quella che annacqua il divieto di tagliuzzare perchè l’Italia non ha esplicitato il suo consenso agli interventi. Se invece gli allevatori perdono, varrà il taglio per le esposizioni. 

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