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GEAPRESS – Secondo la LIDA di Olbia è stata uccisa e buttata dentro un sacchetto della spazzatura di fronte al Liceo Scientifico Mossa”. Si trattava di una giovane cagnetta rinvenuta dagli stessi studenti che hanno subito avvertito i volontari. Secondo indiscrezioni sarebbe stata osservata una macchina dalla quale è stato lanciato il sacco.

Recuperato il corpo della povera cangnolina si è poi constata l’uccisione oltre che l’eliminazione del microchip.

Un pessimo biglietto da visita per i turisti, riporta la LIDA di Olbia, come i tanti sacchetti della spazzatura al bordo strada.
“Abbiamo voluto lo stesso dare un nome alla giovane cagnetta. L’abbiamo chiamata Maria, un nome celestiale“. Una nuova denuncia quella della LIDA di Olbia che affronta con il Rifugio “I fratelli Minori” le mille emergenze che riguardano i cani randagi. A questi si deve ora aggiungere il continuo affluire di gatti bisognosi.
Dal primo gennaio ad oggi, infatti, la struttura ha accolto 99 gatti, di cui 25 adulti e 74 cuccioli Tra questi, arrivati tutti in condizioni disperate, vi sono quelli investiti, centrati da proiettili e affetti da gravi patologie. Vi è poi il caso di micie gravide e gatti ipovedenti. Non  mancano i micetti, arrivano in fase di allattamento. Un sacrifico in più perchè, riferisce la LIDA di Olbia,  al rifugio è impossibile gestire creature così piccole che hanno necessità di costanti attenzioni. Gatti con la congiuntivite virale, trovati in alcuni casi con gli occhietti già scoppiati. Purtroppo per loro, la visita veterinaria impone un solo intervento praticabile: enucleazione dell’occhietto, se non di entrambi.

Occorerebbe una massiccia campagna di sensibilizzazione, con sterilizzazioni di gatte vaganti e di proprietà. Troppi – riporta la LIDA – i mici che nascono in questo periodo e che vengono letteralmente gettati via. Si può definire tutto questo un comportamento civile da parte di una società evoluta? A nostro avviso no“.

Per questo la LIDA di Olbia chiede aiuto.

Ci è stato detto che “i gatti al rifugio non possono stare” e noi ci domandiamo, dal momento in cui nessuno interviene occupandosi del loro benessere, se voltando anche noi le spalle a queste creature, ci sarà qualcun altro ad occuparsene“.

Per loro occorrono molte cose:   cibo altamente specifico e proteico per sopperire alle naturali difese immunitarie e tutto ciò che la mamma avrebbe trasmesso loro in fase di allattamento; medicinali per profilassi; vaccini; antiparassitari; materiale di consumo quotidiano come la sabbietta per lettiera , guanti e traversine monouso, disinfettanti, detergenti.

I gatti – conclude la LIDA di Olbia – non li adotta nessuno e dopo mille sacrifici per farli “crescere”, una volta sterilizzati noi li liberiamo nella nostra colonia … ma poi?

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