GEAPRESS – Potrebbe addirittura essere un macabro scherzo, montato ad arte per un animo suscettibile. Al centro di tutto i poveri resti di un animale decomposto, visti da molti, forse troppi, prima che venisse informata la Polizia Municipale. Lo stesso liquido nero ipotizzato come sorta di acido che aveva liquefatto il cane dalmata, era invece dovuto alla decomposizione. Un cane morto da oltre un mese, secondo l’esame del veterinario ed in pessimo stato di conservazione, …. come è normale che sia dopo un mese dalla morte.

Tende a sminuire il Comandante della Polizia Municipale di Olbia Gianni Serra. “Non vi sono elementi significativi – dice a GeaPress il Comandante Serra – che possano avvalorare ipotesi di macabri rituali“. Secondo quanto appreso stamani, il Veterinario non avrebbe addirittura escluso che il cane sia andato a morire in quel posto, di fatto abbandonato e frequentato da ragazzi. Poi a mettere quattro sedie attorno ai poveri resti, non ci vuole molto. Di sicuro niente acido, su quello che ormai era poco più che un cumulo di pelle ed ossa.

Sulla stessa linea del Comandante della Polizia Municipale è Cosetta Prontu, della LIDA di Olbia. Dal rifugio di cani abbandonati della LIDA, di brutte storie ne sono passate tante. Dai cani centrati da colpi d’arma da fuoco, a quelli trovati con il cappio-laccio dei bracconieri e altre “ordinarie” torture. “Non credo affatto che in quel posto sia successo nulla più di una storia di abbandono, dei luoghi e forse del povero cane – dice Cosetta Prontu a GeaPress – Da qui a gridare alla camera degli orrori, ce ne vuole“.

I resti dell’animale, un dalmata risultato non microchippato, erano stati trovati con attorno dei blocchi di materiale cementizio ed alcune sedie. I resti, però, non erano stati intaccati da alcun acido e il corpo aveva avuto tutto il tempo per ridursi naturalmente in quello stato. Vi era anche un collare costoso, ma nessuna denuncia di smarrimento di un dalmata risulta essere stata fatta nella zona. Il luogo, secondo la Polizia Municipale, è pericoloso ma a causa delle lamiere metalliche appuntite che contraddistinguono gli stretti varchi di passaggio. Tanto che la diroccata casetta di cantiere è stata transennata, e presto si procederà con la demolizione.

Scene di questo genere capitano, purtroppo, con una certa frequenza in luoghi, spesso di periferia, degradati ed in stato di abbandono. Durante una recente irruzione in un locale abbandonato della periferia di Palermo, ad esempio, venne ritrovato un cane perfettamente mummificato (vedi articolo GeaPress). E’ così da anni, dissero alcuni abitanti del posto. Non era mai stata sistemata alcuna sedia attorno, pur essendocene tante accatastate nei pressi.

© Copyright GeaPress – Tutti i diritti riservati