GEAPRESS – E’ stato rintracciato il proprietario di uno dei due cani trovati impiccati ieri nei pressi di Olbia, in località Santa Mariedda. Lo scorso settembre aveva smarrito, o forse gli era stata rubata, la piccola beagle che utilizzava per andare a caccia. L’uomo, originario di Murta Mariam nei pressi di Olbia, aveva fatto regolare denuncia comunicando il numero di microchip. Non aveva smesso di cercarla.

Ieri, intorno alle 13.20, un passante l’ha ritrovata penzoloni assieme ad un altro cane che si presume essere stato randagio, essendo privo di microchip. L’uomo stava facendo una passeggiata con il suo cagnolino, nello stesso luogo dove un mese addietro il povero animale era stato impallinato. Sperava in una tranquilla camminata, ed invece l’orrendo ritrovamento. La piccola beagle era gravida. Il maschio ha sicuramente lottato per scappare dalla stretta del cappio. Sul posto si è recata la Polizia Municipale di Olbia che ha subito avvisato il Magistrato di turno presso la Procura della Repubblica di Tempio Pausania.

Sul luogo, però, sembrano tutti certi della matrice dell’orrendo gesto. La voce è circolata velocemente ed ha indignato in molti. Parrebbe, infatti, che di recente siano state segnalate aggressioni ad alcune greggi. Un fatto denunciato, anche perché la Regione Sardegna prevede i rimborsi. Mai, comunque, si era arrivati fino a tanto e recentemente in quel posto non erano stati segnalati casi analoghi.

Qualcuno ha preso due cani a casaccio e li ha impiccati – dichiara a GeaPress Cosetta Prontu della LIDA di Olbia – Non riesco proprio ad immaginare un beagle che aggredisce delle pecore“.

I cani, probabilmente, sono stati impiccati all’alba di domenica. La corda di nylon, come quella utilizzato per stendere la biancheria, ha dettato la fine dei due poveri cagnolini.

Mi hanno chiesto del perché rendere note le immagini – ha voluto precisare Cosetta Prontu – Io credo che sia necessario, per capire come stanno le cose. Il gesto di uccidere è lo stesso, per uomini e per animali. Non vedo differenza, ma non vogliamo rendercene conto“.

Ora, però, non prendetevela con i sardi – vuole precisare Cosetta – Io vivo in Sardegna e lotto assieme a tanti altri della mia regione. Gente indignata che ha condannato il gesto e che purtroppo, in questi casi, vede l’intera Sardegna messa sul rogo da gente che non ci conosce. Non si può condannare un popolo per il gesto assassino di una o più persone. Faremo un torto non solo ai sardi ma anche alla nostra attività in difesa dei randagi. Non creiamo ad altri fastidi che servono solo a coprire la mano criminale di chi si crede impunito nel compiere questi gesti.”

La LIDA di Olbia ricorda l’esigenza di sterilizzare i cani randagi e si chiede che fine abbiano fatto i due milioni di euro che si era detto essere stati stanziati per le sterilizzazioni. La sezione di Olbia della LIDA è una realtà molta attività in loco, che di recente ha dovuto subire pure l’incendio (seguito da un ulteriore tentativo) del proprio rifugio.  

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