GEAPRESS – Sono numerosi i cani uccisi dai bocconi avvelenati a Prata di Principato Ultra (AV). Gli ultimi sono morti domenica scorsa. In tutto otto cani padronali e probabilmente alcuni randagi ed animali selvatici. Purtroppo, ancora un volta è questa la maniera di risolvere il problema del randagismo in molte regioni del sud Italia. Cani finiti con le polpette avvelenate o sparati, come successo, ad esempio, alla Signora Mirella della LIDA di Castelvetrano (TP).

In questo caso (vedi articolo GeaPress) su nove cani accuditi da Mirella, ben sette sono spariti (forse andati a morire lontano), uno è stato trovato morto dopo che una fucilata gli aveva spappolato il cranio e l’ultimo, Pollicino (nella foto) è divenuto ormai una sorta di sacco inerme, peraltro completamente cieco. I pallini lo hanno colpito soprattutto nel volto e nelle zampe anteriori (vedi radiografia nella foto in basso). Il cane non risponde ad alcuno stimolo esterno.

Come lo sistemiamo nel prato – spiega  a GeaPress la signora Mirella – lui rimane lì, fermo. Non è solo perché non ci vede, sembra quasi che non risponda più ad alcuno stimolo. Dovremmo operarlo ad una zampa, ma ha seri problemi respiratori  e l’anestesista giustamente non da il parere favorevole“.

E dei sette cani spariti?

Io e la mia amica Rosanna, abbiamo fatto lunghissime camminate, tanti giri anche con la macchina. Niente. Abbiamo trovato solo Luca, sparato in testa e morto sotto un ulivo. Ma degli altri sette, … non so che pensare. Come vuole che siano finiti? Forse sono morti lontano“. (GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).