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GEAPRESS – È finalmente iniziato il processo a carico del pastore accusato nel 2014 di avere trascinato un cane che infastidiva il suo gregge legandolo all’automobile, fino a cagionarne la morte. L’uomo dovrà rispondere dell’accusa di uccisione di animali con crudeltà ai sensi dell’articolo 544-bis del Codice Penale.

Ne da comunicazione la Lega Nazionale per la Difesa del Cane che informa come il difensore dell’imputato ha richiesto l’applicazione dell’istituto della “messa alla prova”, ovvero la sospensione del processo e l’esecuzione di lavori di pubblica utilità con attuazione di condotte riparative in relazione al reato commesso. Il giudice monocratico ha richiesto che l’imputato dovrà accordarsi con un canile o comunque un’associazione di protezione animali per svolgere attività di volontariato, secondo un preciso programma che verrà sottoposto al vaglio del giudice nella prossima udienza fissata per il 24 giugno. In tale occasione il magistrato valuterà il programma e deciderà se approvarlo o meno.

“Siamo soddisfatti per essere stati ammessi come parte civile in questo processo” – afferma Michele Pezone, Legale e Responsabile Diritti Animali di Lega Nazionale per la Difesa del Cane – “Inoltre, vogliamo manifestare un sincero apprezzamento per la sensibilità mostrata dal giudice  chiedendo che l’imputato venga messo alla prova in attività di volontariato a difesa degli animali”.

Questo è un fatto di una gravità inaudita” – afferma Piera Rosati presidente nazionale LNDC – “che purtroppo conferma come, nonostante i passi avanti compiuti dal nostro Paese in materia di tutela e protezione degli animali, continuino a sussistere pericolose sacche di inciviltà e di intollerabile crudeltà. La coscienza del nostro Paese non può accettare che si verifichino episodi così raccapriccianti”.
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