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GEAPRESS – Nessun  dito puntato contro Niscemi, grosso centro abitato della provincia di Caltanissetta, ma il problema c’è ed è anche abbastanza evidente.

Il  randagismo è diffuso e coinvolge direttamente vaste inadempienze  – riferisce a GeaPress Fabio Calì, coordinatore delle Guardie Zoofile dell’OIPA siciliana – ma quello che sta avvenendo nell’ambito comunale di Niscemi è comunque molto preoccupante”.

In pochi giorni, infatti, i volontari della locale sezione OIPA hanno dovuto registrare cani avvelenati ed altri trovati semiseppelliti. C’è poi il cane impiccato rinvenuto penzoloni ad un albero. L’OIPA provvederà ora alla denuncia contro ignoti.

Perchè tanta crudeltà? Secondo Fabio Calì è il risvolto criminale della mancata risoluzione del problema del randagismo. Molti cani vaganti il cui numero, tiene a precisare il responsabile OIPA, tende continuamente ad aumentare grazie ai nuovi abbandoni di cani padronali. Qualcosa, dunque, non funziona a monte. Mancate microchippature e mancati controlli.

Quando soccorriamo un cane randagio, ci rendiamo subito conto se è un  vero randagio oppure fino a poco tempo prima ha avuto un padrone. Nella stragrande maggioranza dei casi – spiega Fabio Calì – sono proprio questi ultimi cani, in genere confidenti e fiduciosi dell’uomo che invece ricambia con  la polpetta avvelenata o altri atroci crudeltà“.

Chi uccide un cane fa parte sicuramente di una esigua minoranza della popolazione, ma è comunque una persona, come altri, che non sopporta gli animali. Il numero dei cani vaganti è evidente  e purtroppo c’è chi mette in pratica gli effetti di una personalità deviata.

Se in strada vi è un cane ricordo che esiste la legge n. 15 del 2000, ovvero il recepimento siciliano della legge sul randagismo – spiega Fabio Calì – Bisogna contattare il Sindaco o l’Assessore al ramo così come la Polizia Municipale. E’ il Comune che deve prendersi cura dei cani e trovare una risposta al problema, non certo le azioni criminali. Bisogna inistere – conclude il coordinatore delle Guardie OIPA – non certo mettere mano a polpette avvelenate o corde per impiccare i cani come accaduto ora a Niscemi“.

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