GEAPRESS – Vi ricordate del Consigliere Regionale (cacciatore) Bardanzellu? La scorsa estate propose di incenerire i randagi perché costavano troppo e per questo dichiarò ad un giornale sardo, “che davanti ad una emergenza bisogna avere il coraggio di misure forti” (vedi articolo GeaPress). Il Consigliere riteneva così di avere fornito una soluzione preferibile ai cani ospitati dal rifugio LIDA di Olbia “I fratelli minori”. Subì poi il duro intervento del Sottosegretario alla Salute Francesca Martini, cercò di ridimensionare, poi in Consiglio regionale iniziò l’approvazione della nuova legge sulla caccia (quella che consente di sparare anche a febbraio) e di lui non ne abbiamo sentito più parlare.

Le emergenze, però, nel rifugio di Olbia sono abituati a viverle quotidianamente. Parliamo ovviamente di emergenze vere che se non con il fuoco hanno a che fare con l’acqua. Come quella che lo scorso due marzo allagò l’intero rifugio. Lo straripamento di un vicino torrente e la contemporanea rottura delle due pompe che dovevano servire a portare via l’acqua, ha rischiato di uccidere i cani.

Pericolo scongiurato – dice a GeaPress la Signora Cosetta della LIDA di Olbia – grazie a Sergio e Giuseppe che senza fermarsi un attimo hanno tratto in salvo, uno ad uno, tutti i cani“.

Neanche il tempo di riprendersi un poco, anzi nel bel mezzo dell’emergenza maltempo, ecco sopraggiungere un’altra impellenza anch’essa inderogabile. Un gattino che si trascinava in strada. Portato dal veterinario l’amara scoperta. Un pallino di piombo, tipo quello da fucile ad aria compressa, conficcato nell’articolazione del gomito. Per lui una delicata operazione chirurgica ed ora la lunga degenza (il pallino aveva devastato l’articolazione) in attesa dell’adozione. Il gattino è stato chiamato …. Pallino!

Si spera lo stesso anche per Giustina” aggiunge la signora Cosetta. Si tratta sempre di un gatto, anzi di una gattina che è rimasta per più giorni bloccata nella trappola del bracconiere. E’ in gravi condizioni. Il ferro della trappola l’ha lacerata in più punti e la ferita le ha fatto infezione. Giustina era invasa dalle larve di mosca. “Probabilmente si era avvicinata alla trappola perché era morto lì un povero uccellino. Forse ha cercato di mangiarlo e nel filo metallico è rimasta bloccata anche lei“.

Coma Babila, la cagnetta andata però già in adozione. E’ rimasta anch’essa bloccata nei lacci, sebbene non per uccellini ma per cinghiali. Nel tentativo di allontanarsi per andare ad allattare i cuccioli si è quasi strappata la zampa. Purtroppo le si è poi dovuta amputare. Non solo. Sei degli otto cuccioli erano nel frattempo morti di freddo.

Cosina conserva tutto, pure le fotografie delle trappole. “E’ importante che si sappia cosa succede agli animali. E’ violenza allo stato puro. Loro non possono dire niente. Bisogna raccontare queste storie, la realtà è molto più drammatica di quello che si pensa.

A Giovannino, un mastodontico cagnolone vittima anch’esso delle trappole per cinghiali gli si è dovuto fare il trapianto di pelle, oltre che un delicato intervento di ricostruzione dei legamenti. Anche lui è andato in adozione, come tanti altri cani. Giovanna, il pastore tedesco, è stata invece abbandonata, poi investita ed infine legata ad un albero per una settimana.

Chiediamo a Cosetta degli interventi infuocati di questa estate. Lei alza le spalle e ci dice che sono abituati ad essere soli. “Ad ogni modo, o fuoco o acqua, prima deve riuscire a passare su di noi poi, casomai, arriverà sui cani“.

Il nostro rifugio è vicino all’aeroporto di Olbia – conclude Cosetta – Vediamo gli aerei che portano i turisti. Ci passano sulla testa, noi non voliamo così in alto. Siamo solo l’altra faccia della Costa Smeralda quella che mai alcun depliant turistico vi mostrerà“.

Noi di GeaPress, da inguaribili ottimisti, che ogni giorno vediamo cavalli infilzati, gatti impallinati, scimmie vivisezionate, ma anche tante belle storie di bontà, vogliamo credere che il Consigliere Bardanzellu in cuor suo non voleva dare alle fiamme nessuno. Una provocazione, magari un po’ bruttina, ma senza voler infierire. Siamo certi che il mondo deve tendere a migliorare e, dal nostro punto di vista, il Consigliere comprenderà perché lo vorremmo un giorno a badare alle emergenze (vere) dei cani. Venendosi incontro e provando a capirsi le cose possono cambiare, anche se lui è un cacciatore e noi no!
(GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte). 

VEDI PHOTO GALLERY: