GEAPRESS – Ad accorgersi e denunciare quanto avrebbe compiuto il cittadino egiziano accusato della morte di una cucciolata di cane,  potrebbe essere stato  un cittadino straniero. Altre persone avrebbero comunque assistito alla scena, ovvero l’atto di gettare la busta con i corpicini, all’interno di un contenitore dell’immondizia.

Così trapela da fonte inquirente sui fatti poi appurati dall’Arma dei Carabinieri, nei pressi di Nazzano (RM). I Carabinieri del Comando Stazione di Torrita Tiberina, dipendenti dal Comando Compagnia di Monterotondo, sono intervenuti il 29 marzo scorso, ma i fatti sono avvenuti alcuni giorni prima. Si sarebbe così appurato quanto denunciato. Il tutto, a quanto pare, era stato inizialmente riferito all’ASL di Rignano Flaminio.

Sulla presunte amputazioni che sarebbero state inferte ai cuccioli bisognerà comunque aspettare l’esito dell’esame autoptico. E’ probabile comunque che almeno lo sgozzamento (si era parlato anche di amputazione degli arti) sia inquadrabile non all’interno di un mortale atto di crudeltà fine a se stessa, ma come metodo scelto per procurare la morte.

Contrariamente ad una prima versione dei fatti già circolata, l’egiziano, una volta rintracciato a seguito delle indagini dei Carabinieri, avrebbe ammesso di essere l’autore della morte dei cuccioli. Anzi si sarebbe giustificato con il fatto che la madre dei cuccioli, una femmina tipo pastore maremmano, era morta a causa di un incidente stradale. I cuccioli ancora non svezzati, non sarebbero così stati in grado di sopravvivere. Da qui la decisione di uccidere i cagnolini di appena un mese di vita. L’uomo è stato denunciato per uccisione di animali.

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