La storia di Natalina, la cagnetta “accartocciata” e così abbandonata (vedi articolo GeaPress) prima di essere recuperata  dai volontari dell’associazione  Legalo al Cuore Onlus di Acquaviva della Fonti (BA), ha portato molte persone a riflettere sul fatto che la sofferenza, coma la solidarietà, coinvolge tutti (o quasi). Di sicuro riesce a coinvolgere a prescindere se il soggetto da difendere è un bipede piuttosto che un quadrupede.

Valori assoluti, insomma, che impegnano chi tra lavoro e famiglia ha deciso di fronteggiare emergenze importanti.

Per Natalina, purtroppo, non ci sono buone notizie. Maltrattata, di sicuro, e costretta in uno spazio angusto. Poi, la piccola segugia, qualcuno l’ha riposta su un marciapiede ed è andato via. Come per altri casi già successo (sempre con segugi) proprio da quelle parti. Denutrita e ridotta pelle ed ossa.  Ma il suo problema è ancora più grande del piccolo spazio dove è stata fatta crescere.

La cagnolina – riferisce Francesca Buonadonna, responsabile dell’associazione Legalo al Cuore Onlus – ha una malattia molto rara, ancora da inquadrare con certezza ma per la quale non ci sono molte cure. I suoi esami clinici – riferisce la responsabile animalista – finiranno a Londra” .

A Natalina, finora, non è mancato niente. E’ stata fatta pure la Tac che ha tra l’altro confermato, tra le altre cose, anche una scoliosi molto grave. Il suo problema, però, è la pressione di un liquido che sta dove non dovrebbe stare. Nel midollo. Comprime e le cose tendono a peggiorare. Anzi, già dalla scorsa settimana, c’è stato un peggioramento. Escluso, per ora, un intervento chirurgico che potrebbe esserle fatale.

A differenza di altri casi già riscontrati in bibliografia scientifica, il liquido che minaccia la povera Natalina, non sembra avere una ragione ben individuabile. Una complicazione che impedisce ancora una esatta diagnosi. Talmente gravi sono comunque gli effetti, che i maltrattamenti subiti passano addirittura in secondo piano.

Si prosegue intanto con una prima terapia e sono già stati programmati dei controllo periodici. Lei, con le sue lunghe orecchie e lo sguardo dolce, incoraggia un po tutti. Vedendola quando è alzata sulle zampe, a volte sembra quasi esente da malformazioni. Quando è stata recuperata dai volontari, non riusciva neanche a stare in piedi.  Ora, almeno questo,  è possibile. La vita a volte sembra proprio una scommessa. Non è poi scritto da nessuna parte che le cose debbano andare come sembra.  Senza i volontari di Acquaviva delle Fonti, del resto, di Natalina non si saprebbe niente. Neanche della sua malattia e di quello che le hanno fatto passare. Dunque, la porta della speranza è giusto lasciarla sempre aperta ed a Natalina, di certo, non mancherà quello di cui ha di bisogno.

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