GEAPRESS – Erano arrivati nel leccese e poi, dal noto importatore, erano stati inviati al negozio di Camposano (NA). Cinquantadue cuccioli di cane appartenenti a varie razze, tra cui Labrador, Jack Russel, Maltese, Barbone, Pinscher, Bulldog. Si tratta in parte di animali in età prematura e con documentazione irregolare ed altri di incerta provenienza, privi di passaporti e microchip identificativi. In buona parte provenivano dall’Ungheria e confermano, ancora una volta, l’importante tappa di Lecce. Già in altri sequestri è infatti apparsa la stessa città (vedi articolo GeaPress) quale destinazione all’ingrosso del carico di piccole vite.

Ad intervenire sono stati gli agenti del Comando Stazione Forestale di Roccarainola (NA) impegnati in attività di controllo sul territorio e allertati da una segnalazione pervenuta al numero di emergenza ambientale 1515 del Corpo forestale dello Stato. Il 37enne titolare dell’esercizio è stato denunciato alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Nola per traffico illecito di animali da compagnia.

Dai controlli è emerso che parte dei cuccioli rinvenuti non era dotata di alcun sistema d’identificazione, né microchip né altra certificazione, mentre l’altra parte era accompagnata da documenti scarsamente attendibili: su alcuni passaporti erano chiaramente visibili delle cancellature. In particolare, è stato riscontrato che la data di nascita, riportata sui passaporti ungheresi di diversi cuccioli, non corrispondeva a quella reale. I cani infatti hanno meno di 3 mesi di età, limite al di sotto del quale sono vietate la vendita e l’importazione. Tutti gli animali del sequestro di Camposano, sono stati sottoposti ad accertamenti veterinari da parte dell’Unità Operativa Veterinaria ASL di Nola al fine di salvaguardarne l’incolumità.

Il Corpo Forestale dello Stato ricorda che il traffico illecito di cuccioli di razza provenienti dall’estero è una pratica molto diffusa, e troppo spesso acquirenti inconsapevoli, attirati dalla possibilità di ottenere un cane di ottimo pedigree ad un prezzo vantaggioso, si affidano a rivenditori poco seri. La conseguenza, pertanto, di tale traffico spesso è il decesso del cucciolo a causa di malattie favorite da un sistema immunitario carente e da precarie condizioni di trasporto.

Si tratta del terzo sequestro in pochi giorni che vede coinvolti grossi importatori di cani del sud Italia. Recentemente altri due sequestri, operati dalla Guardia di Finanza di Trieste, hanno interessato un grosso e noto importatore della Campania (vedi articolo GeaPress). Altri grossi importatori sono segnalati in Friuli, Veneto, Lombardia ed Emilia-Romagna, mentre importanti punti di snodo del traffico sarebbero, oltre che in Emilia, anche in Toscana. 

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