GEAPRESS – Dei 22 cuccioli di cane sequestrati lo scorso mercoledì a Napoli già in quattro sono morti. Tra i cuccioli, rinvenuti in un negozio di animali nel centro di Napoli e in un adiacente garage, ve ne erano alcuni affetti da gastroenterite e cimurro. Malattie che non perdonano, soprattutto se ad essere colpiti sono  animali di poche settimane di vita.

Ed infatti, secondo i veterinari dell’ASL 1 di Napoli, intervenuti durante il sequestro operato dal Cites territoriale di Napoli e da personale del NIRDA (Nucleo Investigativo per i Reati in Danno agli Animali) del Corpo Forestale dello Stato, i cuccioli non avevano più di 3 o 4 settimane di vita, in alcuni casi erano talmente piccoli da non avere ancora tracce di dentizione. L’età prevista per l’importazione e la vendita è invece di 3 mesi e 21 giorni.

L’intervento della Forestale nasce, in particolare, da un esposto anonimo dove chi scriveva denunciava di aver acquistato un gatto presso quel negozio di animali, gatto deceduto dopo appena un mese per una malattia genetica tipica dei paesi dell’est. Così almeno avrebbe refertato un veterinario all’anonimo denunciante.

La successiva ispezione nel negozio di animali, ha portato alla scoperta di 12 cuccioli appartenenti a varie razze tra cui barboncini, rottweiler, bull terrier, chow-chow e volpini, tutti verosimilmente provenienti dall’Ungheria. I loro passaporti riferivano un’età decisamente superiore a quella reale. Inoltre, sono stati rinvenuti quattro passaporti ma senza i cani corrispondenti. Ad alcuni rottweiler era stata, finanche, amputata la coda.

Durante il blitz nel negozio di animali, lo stesso responsabile del Cites territoriale, il Vice Questore Aggiunto Ing. Michele Capasso, perlustrando i dintorni del negozio, ha scoperto un garage situato nello stesso stabile, ma alle spalle dell’esercizio commerciale. Il garage era aperto, vi erano degli imbianchini al lavoro, e proprio in uno dei box si trovavano altri dieci cuccioli stipati in due gabbie per conigli. A rivendicarne la proprietà un ambulante del luogo con precedenti di polizia. I cagnolini non avevano alcuna documentazione, ma l’ipotesi è che potessero far parte della medesima partita dei cuccioli del negozio.

Comprati per 30 euro e rivenduti per 300. Un commercio illegale quello dei cuccioli di cani e gatti certamente redditizio e senza scrupoli, sottolineano alla Forestale, sia per le tremende condizioni di viaggio e di detenzione cui sono sottoposti gli animali, sia per la loro giovanissima età nonché per i rischi sanitari che tali traffici comportano. Secondo la Forestale non sono da sottovalutare, per esempio, le  modalità di smaltimento dei cuccioli morti per malattie infettive, di cui i trafficanti si disfano senza la minima precauzione sanitaria.

Dopo il sequestro, i 12 cuccioli ritrovati all’interno del negozio, viste le critiche condizioni di salute, sono stati affidati alle cure dei veterinari della ASL, mentre gli altri 10 trovati nel garage sono stati presi in consegna dai volontari dell’ENPA di Napoli. Per i quattro cuccioli morti la Asl sta avviando le procedure per effettuare l’esame autoptico.

Il proprietario dell’esercizio commerciale e l’ambulante sono stati denunciati per maltrattamento di animali, traffico illegale, falso ideologico e frode in commercio.

Le indagini condotte dal personale del Cites di Napoli e dal NIRDA continueranno per risalire alla reale provenienza degli animali e per fare luce sulle connivenze che rendono possibili tali traffici.

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