GEAPRESS – Sono morti quasi tutti i cuccioli sequestrati appena un mese addietro a Napoli nel corso dell’intervento congiunto del NIRDA e del Nucleo Cites del Corpo Forestale dello Stato (vedi articolo GeaPress). L’intervento era avvenuto ai danni di un negozio di animali, dopo che un esposto anonimo aveva segnalato l’acquisto di un gatto poi morto a seguito di una malattia genetica diffusa nei paesi dell’est.

Gli animali sequestrati nel negozio ed in vicino garage, erano ormai irrimedialmente contagiati dalla gastroenterite e dal cimurro. Barboncini, rottweiler, bull terrier, chow-chow e volpini, tutti verosimilmente provenienti dall’Ungheria e, per quelli trovati nel negozio, con passaporto sanitario riportante una data di nascita sicuramente antecedente alla reale età dei cuccioli. Alcuni erano talmente piccoli da non esservi traccia della dentatura. Del tutto privi di documentazione erano, invece, i cuccioli rinvenuti in un garage nei pressi. Questi ultimi erano stati rivendicati da un ambulante, ma probabilmente appartenevano alla stessa spedizione.

Dei ventidue cuccioli (12 trovati nel negozio e dieci nel garage), ne sono rimasti in vita solo cinque del primo gruppo, ed addirittura uno solo del secondo. Gli animali erano stati affidati per le cure rispettivamente ai Servizi Veterinari dell’ASL di Napoli ed all’ENPA.

Il Vice Questore Aggiunto e responsabile del Cites territoriale del Corpo Forestale dello Stato, Ing. Michele Capasso, che aveva diretto l’operazione ricorda, soprattutto in vista delle prossime festività natalizie e della probabile nuova ondata di cuccioli dall’est, di prestare molta attenzione prima dell’acquisto. Non lasciarsi ingannare dai prezzi bassi e stare molto attenti a chi li vende. Massima attenzione alla data di nascita. Non dare corso, cioè, ad alcuna contrattazione se l’animale sembra più piccolo rispetto alla data riportata nella documentazione. E ancora, sottolinea l’Ing. Capasso, si tratta di animali, esseri viventi, e non di oggetti e, di conseguenza, non si può agire con leggerezza.

Sempre secondo quanto riferito dalla Forestale, gli animali vengono acquistati nei paesi dell’est, massimo per poche decine di euro. I guadagni dei trafficanti sono sempre molto elevati. Secondo il Corpo Forestale dello Stato si può arrivare ad imporre un prezzo superiore a dieci volte quello di acquisto. Prezzo che risulterà, comunque, molto competitivo rispetto ad un allevamento conosciuto. Non da non sottovalutare ancora un altro aspetto. Una volta che un luogo risulta essere stato contaminato da cimurro come dalla gastroenterite, occorrono misure particolari di pulizia, prima che possa tornare ad essere adibito alla stabulazione dei cani.

Cimurro e gastroenterite sono malattie che colpiscono tipicamente i cani. Dovrebbero essere vaccinati, ma purtroppo i ceppi che si sono selezionati in alcuni paese d’origine non sempre risultano essere coperti dal vaccino in uso.

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