GEAPRESS – Marcella, Maria Chiara, Irene ed altre cinque amiche sono le salvatrici. Guendalina, Nonno, Sbirulino e molti altri ancora sono i salvati. Storie che si intrecciano fino all’inverosimile, tutte nel napoletano, dove le volontarie operano con una loro associazione. Chi ci crederebbe che durante il salvataggio di un cane, Carmela viene fermata da un tipaccio che gli porta via l’automobile? Eppure continuano ad andare avanti. Il cagnetto del salvataggio con furto si chiama Nonno, ed era un randagino di quartiere. Carmela aveva notato che non si era presentato al quotidiano appuntamento con le ciotole di cibo. Inizia a cercarlo e lo trova sul ciglio della strada, immobile. Per lui inizia la corsa dal veterinario e per Carmela la fine della sua automobile. Nonno ha una gravissima frattura, ma le otto amiche non si scoraggiano. Inizia la terapia e riescono a racimolare la cifra, grazie anche alla cortesia di uno dei tanti medici veterinari che ogni giorno vengono in aiuto dei volontari. Nonno fa fisioterapia in una vasca piena d’acqua, ogni volta bagna tutti, ma sta meglio e va bene così. Poi c’è Achille, lupetto che qualcuno ha cercato di finire con …. l’acido muriatico! E’ una storia a buon fine, come molte concluse dalle otto amiche.

Noi non vogliamo portare gli animali che recuperiamo nei canili o gattili – dice una delle amiche, Maria Chiara, a GeaPress -. Ci organizziamo tra di noi trovando a casa nostra, o comunque in case di amici o parenti, i luoghi delle degenze. Affrontiamo le spese, spesso salatissime e contiamo sul buon cuore delle persone. Poi inizia la trafila dell’adozione“.

Gli ultimi casi? “Il Setter a cui avevano sparato in bocca. Gli manca qualche dentino e rimarrà il segno della cicatrice. Ha un anno e mezzo ed è dolcissimo, nessun problema caratteriale, nonostante tutto il male che gli hanno fatto. Ha degli occhi dolcissimi, ora sta bene, per favore dateci una mano per l’adozione. Non sappiamo a chi apparteneva – aggiunge Maria Chiara – forse non serviva più o andava male a caccia, però non possiamo esserne certe così come dell’ultimo cagnetto. Mi riferisco al possibile proprietario.

L’ultimo cagnetto recuperato da Maria Chiara e le altre amiche ha invece dei ferri in bocca. Avete capito bene, proprio dei ferri. Il proprietario se ne era sbarazzato per non dovere affrontare le spese del veterinario. Le ragazze avevano avuto una segnalazione che qualcuno si stava per “liberare” del cane e, corse sul posto, tutto coincideva. Era lì, tutto solo e con …. i ferri in bocca.

Non sappiamo se aveva già subito un intervento, la dinamica non è chiara – spiega Maria Chiara – ora però sta meglio e speriamo che anche lui trovi presto un padrone“.

Ma siete finanziate da qualche Ente?

Noi? Macché, ma che dice? Per chi ci vuole aiutare, facciamo vedere sempre le fatture del veterinario. Siamo volontarie. Volontarie, punto e basta“.

Anche per questo caso GeaPress, mette a disposizione la sua mail info@geapress.org

Il giovane setter ed il cagnetto trovato con i ferri (!) attendono un padrone. C’è da credere che il posto lasciato vuoto verrà velocemente occupato da una delle tante storie di animali torturati a cui Maria Chiara e le sue amiche giornalmente si dedicano. (GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).

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