GEAPRESS – Non c’è più. La cavalla salvata (vedi articolo GeaPress) nell’Aveto, dopo aver trascorso quasi un mese in “compagnia” di un laccio di acciaio di un bracconiere, è morta poche ore fa.

Ne da rammaricata comunicazione l’ANPANA (Associazione Nazionale Protezione Animali Natura e Ambiente) che si era impegnata fin dal primo momento per la salvezza dell’animale, niente affatto semplice da recuperare. Nell’entroterra genovese, infatti, alcuni cavalli ormai senza più custodia vagano nei boschi richiamando spesso l’attenzione delle persone. Nel caso in particolare, poi, la cavalla era rimasta bloccata in un laccio d’acciaio, verosimilmente piazzato per la cattura illegale dei cinghiali. Riuscita a strappare i fermi che tenevano bloccato in terra il laccio, la cavalla aveva così vagato per circa un mese con il laccio stretto alla zampa. Fino a ieri, così come riferito all’ANPANA, le era stato tolto un altro spezzone di cavo. Purtroppo l’infezione era molto avanzata e questo ha compromesso lo stato di salute della cavalla finché non si è più rialzata e nelle ultime ore è deceduta.

Resta il rammarico – hanno commentato all’ANPANA – che a fronte degli sforzi da più parte profusi, il decesso abbia avuto come causa scatenante una pratica di bracconaggio piuttosto diffusa e finalizzata alla cattura dei cinghiali“.

Sul luogo del recupero di martedì scorso si erano recati anche il Corpo Forestale ed i Vigili del Fuoco. Per recuperare la cavalla si era dovuti ricorrere ad un elicottero.

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