GEAPRESS – Una grossa struttura a Lentate sul Seveso. Cani, soprattutto Pastori tedeschi, ma anche gatti e forse nel passato anche altri animali. Nel terreno agricolo era stato ricavato un allevamento – pensione. Forse pure luogo di addestramento. Di sicuro tutto dismesso da un anno. Il presunto allevamento parrebbe comunque essere stato tale per alcuni anni.

Il titolare si è giustificato affermando che si trattava solo di un problema di smaltimento delle carcasse, ma quanto scoperto nel grosso appezzamento agricolo di 14.000 metri quadrati, sfugge ad ogni macabra rappresentazione. Ad intervenire fin dalla mattinata di oggi (le operazioni sono tutt’ora in corso) la Polizia Provinciale di Monza e Brianza coadiuvata dall’ASL e dalle Guardie Zoofile dell’ENPA di Milano.

Nei pressi dei locali, di natura prevalentemente prefabbricata, vi erano ammonticchiati i resti di 11 Pastori tedeschi. Esposti al caldo ed alle mosche. Erano da così tanto tempo accatastati da essere avvolti da ragnatele. In un frigorifero spento, una carcassa di gatto in avanzato stato di decomposizione. Poi venti altri cadaveri tra gatti e cani stipati in un secondo frigorifero ed anch’essi in avanzato stato di decomposizione. 13 gatti, invece, ancora in vita ma che sarebbero, secondo la Polizia Provinciale, in condizioni igienico sanitarie al limite della sopravvivenza. Animali con ferite aperte, mentre le lettiere traboccavano di feci.

Dai sacchi fuoriuscivano larve di mosche. Accumulati in un angolo, perdevano i liquidi nauseabondi della decomposizione. Poveri cani e gatti la cui fine dovrà ora essere accertata. Sulle carcasse si cercherà anche la presenza di microchip. Dai diversi gradi di decomposizione si evince, comunque, che le morti sono avvenute in tempi diversi. A lamentarsi erano stati alcuni cittadini che non potevano più sentire il lezzo provenire da quel posto.

Un quadro desolante e macabro. Operatori con mascherine e camici bianchi. I gatti ancora in vita vivevano nella casa del titolare, una casa colonica prefabbricata ai margini dell’area perquisita. Il reato per lui ipotizzato è di maltrattamento di animali aggravato dall’emergenza sanitaria. Tutti gli animali sono stati posti sotto sequestro. I 13 gatti vivi sono stati affidati alle cure dell’ENPA di Milano.

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