pippo cane trappolato
GEAPRESS – Al povero “Pippo” si sono piagate pancia e genitali. Un nuovo “regalo” di un bracconiere che aveva sistemato nei pressi di Montescaglioso (MT) una trappola artigianale consistente in un laccio-cappio in acciaio.

Dentro, però, vi era finito il povero cagnolino. Una new entry del randagismo locale, apparso nei luoghi assieme a due fratellini, imprendibili come  lui. Ci sono voluti infatti ben cinque giorni prima di poterlo acciuffare. Solo un dardo anestetico sparato da un Medico Veterinario chiamato dagli animalisti ha infine bloccato la dolorosa “latitanza” di Pippo.

Il cagnolino era rimasto con il laccio stretto sullo stomaco e pisellino per almeno cinque giorni. Cinque giorni da quanto è stato osservato per la prima volta, con il cappio che stringeva sempre più grazie al nodo scorsoio perfettamente funzionante. I bracconieri li utilizzano per procacciarsi illegamente cinghiali ed altri ungulati oppure, come più probabilmente è per la zona di Montescaglioso, per bloccare volpi o altri piccoli predatori.

Mi è sembrato di capire – ha dichiarato a GeaPress Mina Matarrese, volontaria animalista dei luoghi – che forse qualcuno può aver così inteso proteggere un pollaio. Ho avvisato di quanto successo la Forestale ma non ho grande speranza che il bracconiere possa essere individuato“.

Pippo, cucciolone di circa 8 mesi, è ricoverato da sabato scorso  presso un albulatorio veterinario. La ferita che lo cinge totolamente, è molto profonda, ma non sembra avere leso organi vitali o vasi sanguigni di rilievo. Attualmente è sottoposto a terapia antibiotica e sembra reagire bene alle cure prestate. Dalla sua ha tutta la vitalità di un cucciolo di otto mesi e di certo, sottolineano i volontari, non gli manca l’appettito.

Per cinque lunghi giorni ha tenuto tutti con il fiato sospeso. Per cinque lunghi giorni ha fatto temere che la sua vivacità potesse giocare a suo sfavore. “Infine – spiega Mina Matarrese – siamo riusciti a condurlo in un luogo facilmente controllabile dove aveva minime possibilità di fuga. Il Veterinario ha a questo punto sparato il dardo anestetico. Pippo – conclude la volontaria – è stato infine preso“.

Purtroppo, sostengono gli animalisti, l’Italia è infestata da simili trappole. Un illecito venatorio ancora molto in uso. Insidiose quanto crudeli, causano atroci dolori e, nel caso degli arti, finanche tremende amputazioni. Sul collo, provocano invece soffocamento. Nel caso dell’addome, la morte arriva in genere con la rottura del diaframma. Pippo, nonostante tutto, è stato fortunato.

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