GEAPRESS – Lo hanno trovato denutrito e sommerso di parassiti. Poi l’incredibile menù, anch’esso in stato di abbandono…. Cozze, vongole, pezzi di melone, resti di kiwi e pane ammuffito. Da bere, acqua fetida. Questo il trattamento riservato al grosso maremmano, ormai ridotto pelle ed ossa, sequestrato dalle Guardie WWF e Legambiente a Montemarciano, in provincia di Ancona. I fatti sono avvenuti il 13 agosto, ma ne è stata data notizia solo ora.

Il cane, in evidente stato di prostrazione prolungata, era legato tramite una pesante catena di circa 5 metri, che fungeva anche da stretto collare. Per tale motivo, sul collo vi era una vistosa cicatrice. La piccola area dove è stato rinvenuto, era quasi completamente esposta al sole. Il maremmano, soprattutto nelle prime ore del pomeriggio, era costretto quasi ad incastrarsi tra il muretto e la recinzione della casa. Questo per potere godere di un minimo di refrigerio.

Prigionia condivisa anche con vari animali da cortile. Nel complesso, l’area dove vivevano gli animali è risultava piena di feci e materiali vari. Tutto attorno, infatti, vi erano griglie di ferro, mattoni e molto altro ancora tra cui cassette piene di gusci di frutti di mare, avanzi di frutta ed altra immondizia.

Il cane, dopo essere stato sottoposto dal servizio veterinario ad un primo urgente trattamento antiparassitario, è stato trasportato in un rifugio in Provincia di Ancona. Al detentore è stato contestato sia il reato di maltrattamento (art. 544 ter c.p.p.) che di inidonee condizioni di detenzione (art. 727 c.p.p.).

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