GEAPRESS – Ieri mattina, ennesima segnalazione di un corpo straziato, seguita da puntuale denuncia presso il Comando dei Vigili Urbani di Monreale, da parte di una ragazza che percorreva la SS 186, nei pressi di Pioppo, in provincia di Palermo.

Incredibilmente però, si tratta dello stesso cagnolino, il cui caso era già stato denunciato, più di dieci giorni addietro, dai volontari della LIDA Palermo, alle autorità competenti (vedi articolo GeaPress).

Era la fine di Giugno, quando un passante notava, disteso sul ciglio della strada, un cucciolo di pochi mesi, orribilmente ucciso. Sul suo corpo, infatti, risultavano evidenti i segni della barbarie subita: testa chiusa dentro un sacchetto di plastica, tracce di sangue rappreso, addome ferito e bagnato. Luogo del rinvenimento, la Statale 186, che collega Pioppo a Borgetto, all’altezza del km 6, nel territorio di Monreale, in provincia di Palermo.

A distanza di quasi due settimane, pertanto, nonostante le ripetute segnalazioni di più passanti, il corpicino del povero cucciolo si trova ancora là, sempre più dilaniato dal caldo torrido del sole estivo, ed ormai svuotato dall’azione degli spazzini naturali.

Eppure – racconta Marco Meli, volontario della LIDA Palermo – i Carabinieri, ai quali avevamo segnalato, tempestivamente, il luogo del rinvenimento, avevano assicurato il pronto intervento del personale comunale, addetto allo smaltimento delle carcasse animali.

Quest’ultimo caso e, più in generale, la massiccia presenza, sia di animali vaganti sul territorio di Monreale, sia di quelli uccisi, carbonizzati, investiti o avvelenati, scuote e indigna, da tempo, l’opinione pubblica. Sembrerebbe che qualcuno, al fine di ottenere spiegazioni e precisazioni, abbia direttamente contattato il Comune di Monreale che, dal canto suo, non ha esitato a mettere in dubbio la veridicità di quanto accaduto, ivi compreso il materiale fotografico.

Le testimonianze dirette, – continua il Meli – le foto del cagnolino e della contestuale segnaletica stradale tolgono ogni dubbio in merito, ed inchiodano, ancora una volta, chi vorrebbe sgravarsi dalle proprie responsabilità”.

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