GEAPRESS – Indagini concentrate nell’ambiente venatorio, quelle del Corpo Forestale del Comando Stazione di Bojano (CB) dopo il ritrovamento di oltre 30 bocconi avvelenati nelle località di Spinete, Macchioni, Macchia San Francesco e Collalto.

Finora a farne le spese sono stati alcuni cani da caccia, ma circa gli autori i Forestali sembrano non avere molti dubbi, anche se non tralasciano al caso alcuna ipotesi. E’ infatti nell’ ambiente venatorio, al pari di quello legato alla ricerca del tartufo, che si verificano fenomeni di collocazione di esche avvelenate. Il tutto per scoraggiare e limitare l’accesso ad aree di particolare interesse. A farne le spese, però, sono gli ignari animali che spesso subiscono conseguenze letali.

I bocconi rinvenuti nella giornata di ieri sono stati inviati, per le opportune analisi, presso l’Istituto Zooprofilattico di Campobasso. Erano costituiti da pezzi di lardo nel quale era stata mischiata della polvere di colore bianco e azzurra, riconducibile verosimilmente a prodotti di sintesi chimica, utilizzati in agricoltura. Tutti i bocconi erano stati disseminati in una vasta area caratterizzata da prati e pascoli ai margini di alcune aree boscate.

Abitudini vecchie a morire e diffuse anche in altre Regioni italiani. Come il caso dello scorso marzo a Tuoro del Trasimeno (vedi articolo GeaPress), culminato, poi, con la stessa ripresa, con telecamera nascosta, del cacciatore mentre spargeva il veleno per i poveri cagnolini (vedi articolo e video GeaPress).

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