GEAPRESS – Aveva legato il cane ad una sorta di palo, avendo cura di incastrare il tutto per benino all’interno del cassonetto dei rifiuti. In tal maniera, il povero animale, non si sarebbe potuto muovere ed il camion tritarifiuti avrebbe fatto il suo corso. Una fine fin troppo progettata. Un perfetto meccanismo di tortura e morte che avrebbe raggiunto il suo epilogo senza il fortuito intervento di un giovane dentista di Molfetta (BA). Liberato il cane confermò il tutto fino al processo. Il Tribunale di Trani, sezione distaccata di Molfetta, ha ora condannato la proprietaria del piccolo cocker che aveva in tal maniera deciso di ridurre in poltiglia.

Un mese e dieci giorni di reclusione. Pena convertita in diecimila euro di multa. I reati contestati, comunica la Lega Difesa del Cane, sono quelli di cui all’art. 56 C.P. (delitto tentato) e 544/bis del Codice Penale. La denuncia era partita proprio dalla sezione di Molfetta della Lega Difesa del Cane, che si era poi costituita parte civile grazie al patrocinio dell’Avvocato Pasquale Minervini.

E’ una sentenza storica per Molfetta – ha dichiarato Mariangela Volpe, Presidente della locale sezione della Lega Difesa del Cane – che testimonia la mutata sensibilità della Magistratura nei confronti dei reati contro il sentimento per gli animali ed è una conquista di grande civiltà che ammonisce ciascuno di noi sul dovere del rispetto per i nostri amici a quattro zampe“.

La Lega Difesa del Cane ricorda a tal proposito un altro importante risultato legale. Si trattò della denuncia ai danni del gestore di canile privato a Terlizzi. Scelse l’oblazione e pagò 5.000 euro di ammenda.

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