cani mileto
GEAPRESS – Poldo, Niky e Lulù, rispettivamente di cinque, due ed un anno di vita.

Sono morti avvelenati a Mileto, in provincia di Vibo Valentia, circa dieci giorni addietro. “Una fine atroce – riferisce Maria Teresa D’Agostino, sensibile alla causa e giornalista calabrese – Un gesto vile che non ha spiegazione se non nella crudeltà dell’uomo“.

Poldo, Niky, e Lulù era accuditi e coccolati. I cani di tutti, i cani della piazza, i compagni di chi lì andava per riposare, chiacchierare o cercare l’edicola e la farmacia. Liberi ma con una casa, ciotole sempre colme, carezze da tutti.

Una storia di amore e dolore – aggiunge Maria Teresa – Un dolore che purtroppo non è neppure isolatom anzi drammaticamente diffuso. Da est a ovest, da nord a sud, dai piccoli centri alle grandi città. Una mappatura degli avvelenamenti a danno degli animali sarebbe davvero impossibile“.

Gli abitanti di Mileto non ha voluto rassegnarsi alla terribile scomparsa dei tre cagnolini. Non hanno voluto che su di loro cadesse l’oblio. Dai social network il tam tam animalist  ha diffuso la  protesta organizzata per Poldo, Niky e Lulù. Le persone sono scese in piazza. Un appello ripreso dagli organi di informazione locali come  una “primavera” di ribellione e rinascita in nome dei tre poveri cagnolini brutalmente assassinati.

Alla manifestazione, svoltasi domenica scorsa, hanno partecipato oltre un centinaio di persone accampagnati, in non pochi casi dai propri amici a quattro zampe.

Un corteo silenzioso di amore, rabbia e protesta per Poldo, Niky e Lulù – spiega Maria Teresa D’Agostino .  Le magliette con i loro musi felici e una sola parola: vergogna! Vergogna per chi ha ucciso i cani “di tutti”. I cani della piazza, “proprietari” delle panchine cedute loro con grande piacere, liberi di entrare nei negozi intorno.

Da un anno ce ne prendevamo cura noi volontari e altri cittadini – riferisce Rosita Giordano, volontaria dei luoghi – Non hanno mai dato fastidio a nessuno tranne a quelli che non amano gli animali. Abbiamo sporto regolare denuncia. La gente è accorsa al nostro appello per una manifestazione che desse un forte segnale di protesta e in molti, appena scattato l’applauso dove sono stati trovati i cani, hanno pianto“.

E ora l’emergenza, sempre presente sul territorio calabrese nella quotidiana lotta dei volontari per vincere il randagismo, a Mileto è divenuta allarme e indifferibile urgenza. Pimpa, Birra, Mika, Pluto sono scampati al veleno ma hanno bisogno di tutto: cibo, medicine, aiuti per farli partire verso stalli già pronti al nord. Una situzione simile a quella vissuta da tantissimi altri volontari in luoghi diversi purtroppo, come a S. Giovanni in Fiore (Cs) o a Schiavonea (Cs), in Calabria e fuori, dove maltrattamenti fino alla morte ai danni degli animali sono una terribile realtà. Ma si denuncia, si reagisce, ovunque, per fortuna. A Mileto addirittura si scende in piazza, come a Mazzè (TO), dove un cucciolo di 11 mesi è stato orribilmente colpito con una mazzetta da muratore e finito a coltellate. E la protesta è pure un grido d’aiuto. Per salvare i cani di Mileto è disponibile la seguente mail rositagiord@libero.it

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