GEAPRESS – Luccio, persico, tinca ed altre specie ancora. Continua l’agonia (procurata) dei pesci dei navigli prosciugati di Milano. Nonostante le autorità dichiarino di averli salvati, gli animali continuano a morire. Sarebbe difficile, del resto, che questo non accadesse. Per la pulizia dei canali di Milano, infatti, non si è voluto lasciare, come successo in altre occasioni, neppure trenta centimetri di acqua.

A tentare di salvare il salvabile scende ancora una volta in campo la LAC di Milano. Erano già intervenuti lo scorso fine settimana (vedi articolo GeaPress). Anche in quel caso il letto quasi totalmente prosciugato riservava l’amara sorpresa di pesci putrefatti, mentre nelle poltiglia delle pochissime pozze rimaste, tanti altri agonizzanti.

Una situazione indecente oltre che paradossale. Per pulire il fondo dei navigli si riempie lo stesso di pesci ed altri animali acquatici lasciati putrefare al vento.

Nei giorni scorsi, informa la LAC, si sono viste scene inverosimili. Cittadini con secchielli che prelevavano pesci per trasportarli in pozze più grandi o ….per mangiarli. Finanche persone “armate” di bottiglie cercavano di rimpinguare le putride pozze. Il tutto nell’anno della biodiversità che la città di Milano, al di là delle belle parole, festeggia facendo morire i suoi pesci.

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