GEAPRESS – Stessi luoghi, ovvero quelli di via Silvanesco e via Ferrante, più via Campettino, sempre nel Parco Sud di Milano. La distribuzione del veleno sotto forma di granaglie cosparse di un potente anticoagulante, è ormai del tutto fuori controllo. Solo nella giornata di ieri le due Guardie della LAC (Lega per l’Abolizione della Caccia) Dino Mensi e Manuela Capo, hanno individuato altri 280 sacchetti in cellophane pieni di grano avvelenato. Altri settanta, invece, erano già stati aperti dagli animali. In quest’ultimo caso, i semi rossastri erano sparsi nel terreno. Due giorni addietro, nella zona di via Silvanesco, le Guardie volontarie della LAC avevano rinvenuto un centinaio di altri sacchetti in cellophane stracolmi di granaglie avvelenate (vedi articolo GeaPress).

Nelle ultime ore si sono iniziati a trovare i primi animali morti. Si tratta di una cornacchia grigia oltre che i resti di un gatto probabilmente avvelenato da una meno recente distribuzione di veleno tra gli orti, in buona parte abusivi, della periferia sud di Milano.

Sia i resti degli animali che le esche, sono state consegnate a cura della LAC ai laboratori dell’ASL, ma la cosa grave è il repentino riposizionamento dei sacchetti, già poco dopo che le Guardie hanno effettuato la bonifica. Stamani la LAC ha depositato un dettagliato esposto alla Procura della Repubblica di Milano ove si chiede, tra l’altro, l’intervento della Polizia Provinciale e della Forestale. Nei giorni scorsi, sempre la LAC, aveva provveduto ad avvisare numerosi organi di Polizia, l’Ufficio Diritti Animali del Comune di Milano e la stessa ASL.

La Polizia Provinciale è stata così presente con una sua pattuglia nella giornata di ieri, sebbene sembrerebbe che non abbiano ritrovato esche avvelenate. I proprietari dei terreni sarebbero stati avvisati ma evidentemente, stante il nuovo abbondante ritrovamento del veleno, non è servito a molto.

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