GEAPRESS – Almeno un centinaio di sacchetti colmi di granoturco avvelenato. Un potente anticoagulante sparso secondo una ben precisa cadenza annuale tra gli orti dove appena pochi giorni addietro si è saputo della morte di decine di gatti (vedi articolo GeaPress). Questa volta ad essere presi di mira sono gli uccelli.

L’area è quella di via Ferrante, via Silvanesco e zone limitrofe, ovvero luoghi ricadenti ancora una volta nel Parco Sud di Milano.

Da due giorni le Guardie volontarie della LAC (Lega per l’Abolizione della Caccia) Dino Mensi e Manuela Capo, stanno raccogliendo i sacchetti con il granturco avvelenato. Hanno avvisato Carabinieri, Polizia Provinciale e ASL, ma intanto sul posto parrebbero esserci ancora solo loro. Gli Uffici dell’ASL avrebbero risposto di fare pervenire le esche avvelenate per gli esami di rito, mentre la Provincia ha assicurato che avrebbe inviato delle pattuglie.

Il granoturco è avvolto da cellophane ad uso alimentare. Il fatto non è casuale. Le sottile pellicola, infatti, luccica al sole attirando in tal maniera i malcapitati uccelli. Questi ultimi, tentando di prelevare il granturco, sollevano e rompono il sacchetto di cellophane spargendo i semi avvelenati in un’ampia fascia di terreno caratterizzata, oltre che dagli orti, anche da un ristorante, case abitate, cascine ed i canali d’irrigazione dove il micidiale veleno rischia così di diffondersi ancor più velocemente.

Le due Guardie, in soli due giorni, hanno recuperato un centinaio di sacchetti-esche. L’anno scorso furono 180, ma la raccolta continua senza sosta. L’anticoagulante utilizzato è ricavato da potenti topicidi. Il veleno provoca lesioni interne e consequenziale emorragia fino alla morte per dissanguamento.

La distribuzione dei sacchetti contenenti il granoturco avvelenato avviene in occasione della semina e ad essere colpiti sono cornacchie, piccioni e altri volatili. L’intenso lavoro delle Guardie LAC ha finora consentito che gli avvelenatori non raggiungessero subito il loro scopo ed ancora non sono stati rinvenuti animali morti. E’ pur vero, però, che l’azione dell’anticoagulante non si manifesta subito come nel caso di prodotti di sintesi per uso agricolo, anch’essi molto utilizzati per gli avvelenamenti. Gli animali, cioè, potrebbero morire lontano dal punto di assunzione dell’esca contaminata.

Gli agricoltori, con scellerata metodologia, usano pasturare anticipatamente nei luoghi con granoturco non avvelenato. In seguito, una volta che gli uccelli si sono abituati a concentrarsi in queste sorte di mangiatoie collettive, provvedono a lasciare i micidiali sacchetti. Gli uccelli in tal maniera si abituano al luogo e tendono a concentrarsi nel posto dove verrà poi sparso il veleno. Il granturco trattato con l’anticoagulante può assumere coloritura diverse da quella naturale. Nel caso del Parco Sud di Milano, si presenta rossastro.

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