bulldog
GEAPRESS – Tanti cagnetti ed anche dei gatti sequestrati in un allevamento nel 2008. Ventitrè animali che lo stesso Comune di Milano, riferì come tenuti in pessime condizioni.

I Carabinieri, allora, trovarono nove cani bulldog e 14 gatti all’interno di un appartamento definito “allevamento non in regola”. Tutti gli animali vennero trasportati presso il canile sanitario di via Lombroso. Poi, la trafila dell’adozione. Gli anni passano e la Giustizia va avanti. Seguono le condanne e la confisca degli animali. Un lungo felice periodo. I cani crescono con i loro affidatari. Una vita in comune assieme a chi li ha accolti dando loro l’opportunità di una nuova vita. Eppure, ora, il tutto rischia di trasformarsi in una tragica parentesi.

Con lettera del 26 settembre scorso, infatti, l’ASL di Milano, in qualità di iniziale custode giudiziario, comunica agli affidatari la decisione della Cassazione: dissequestro ed immediata consegna “all’avente diritto”. Una dolorosa tegolata crollata sulla testa di tante famiglie.

La Terza Sezione Penale, lo scorso luglio, così ha deciso. La confisca disposta dal Tribunale di Milano nell’ottobre 2011 è ora “annullata”. La confisca, spiega l’ASL di Milano, poteva ritenersi definitiva solo a Sentenza passata in giudicato e purtroppo la Cassazione non ha confermato la misura cautelare. Dunque tutti indietro di cinque anni ed i cani da consegnare alla persona alla quale erano stati sequestrati. L’ASL comunica agli affidatari le responsabilità penali che incombono su di loro e li avvisa che la “restituzione della proprietà del cane” deve avvenire in presenza di una Autorità di Polizia Giudiziaria.

Quanto basta per fare cadere nello sconforto gli affidatari, anche perchè sembra che l’allora imputato continui la sua attività e stia pure cercando una fattrice.

Ora, sembra bastare una lettera dell’ASL avversa ad una lunga ed accurata trafila che nel 2008 tutti i potenziali affidatari dovettero seguire prima di avere in consegna il cagnolino. “Una volta giunti nel canile – ricorda Lara, una degli affidatari dei cani – dopo qualche giorno, sotto la supervisione dell’allora Garante per gli animali Gianluca Comazzi, gli addetti del rifugio si sono attivati per cercare una vera famiglia a questi splendidi cagnolini. Io e la mia famiglia, come tante altre, ci siamo messi in lista per adottare uno dei bulldog sequestrati. Dopo vari incontri e un colloquio attitudinale con uno psicologo, siamo stati ritenuti idonei dal personale a potere adottare. Così la nostra Wilma, dolcissima cucciola di pochi mesi, entra a far parte ufficialmente della nostra famiglia“.

Psicologo ed attitudini, appuntamenti, liste d’attesa e quant’altro ritenuto utile per avere affidato il cagnolino, crolla ora difronte ad un numero di protocollo dell’ASL. Per la Cassazione, i cani devono essere restituiti immediatamente. Del resto, per la legge, gli animali sono solo dei “beni”. Cinque anni di vita in comune assieme a chi li coccolati ed amorevolmente accuditi, non sono questioni legalmente pertinenti. Un oggetto, tipo una macchina, come voleva Cartesio.

Il Garante dei diritti degli animali – aggiunge Lara – deve intervenire. Ci sentiamo soli, abbandonati, con il dramma del cagnolino che qualcuno rivuole indietro. Ho inviato mail, ma ancora nessuna risposta che mi soddisfa. Di quella azione – conclude l’affidataria – si era fatto garante il Comune. Dove è adesso?

Dunque, di nuovo tutto in mano agli avvocati, anche perchè di restituire i cani al “legittimo proprietario” nessuno ne vuole sapere.

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