GEAPRESS – Una vecchia conoscenza delle Forze dell’Ordine. Trentacinque anni e precedenti specifici nel traffico di cuccioli (in un caso venne indagato assieme ad un Veterinario). Poi una attività di allevamento trasferita dalla Lombardia all’Emilia Romagna. La sua recidività è la migliore dimostrazione di come la legge affronti in maniera inadeguata un traffico di vite che presenta larghi margini di guadagno. Personaggi, come in questo caso, che lucrano sul commercio di cuccioli di cane di età inferiore ai due mesi di vita.

L’intervento avvenuto lunedì mattina, secondo indiscrezioni pervenute a GeaPress, potrebbe però rappresentare solo una parte di una più vasta movimentazione di traffici, non necessariamente collegati tra loro, che avrebbero approfittato della festività del primo maggio. Più Comandi di diverse Forze di Polizia erano, infatti, stati allertati sul possibile arrivo di furgoni carichi di cuccioli ed altri animali. Tutti dall’est Europa. Ungheria, Repubblica Ceca e Croazia. Quest’ultimo paese in particolare, costituisce tutt’ora un luogo molto poco indagato sul quale insisterebbero importati vie sia del traffico di animali da campagnia ma anche di esotici.

Quasi sicuramente i ventitré cuccioli sequestrati a Milano, viaggiavano da numerose ore. Erano rinchiusi nel bagagliaio all’interno di alcuni trasportini. Il trafficante è stato individuato nei pressi dell’area di servizio sulla tangenziale Ovest di Milano. Gli animali non avevano né acqua né cibo. Ad accorgersi di loro, durante un normale controllo, è stata la Polizia Stradale la quale si è messa poi in contatto con la Forestale. Tutti animali sprovvisti di microchip e senza alcuna documentazione al seguito.

Bulldog inglese, pinscher, barboncino, chihuahua, chow chow e labrador. Alla vista dell’acqua e del cibo, fornita dal Corpo Forestale, i cuccioli si sono letteralmente precipitati nelle ciotole. Impossibile stabilire da quanto tempo i poveri animali fossero in viaggio, ma stante quanto riportato dagli inquirenti, si presentavano tutti in stato di forte stress, denutrizione e disidratazione. A confermarlo è intervenuto sul posto anche il personale veterinario della ASL milanese.

Durante le perquisizioni conseguite all’intervento, sono state rinvenuti e poste sotto sequestro anche alcune buste contenenti i codici a barre intatti. Tutti utilizzabili, dunque, ma non riferibili ad alcun microchip. Poi cinque passaporti canini di probabile origine ungherese, una siringa per trasfusioni, un listino prezzi dove compariva una valuta attribuibile a un paese dell’Est Europa, probabilmente l’Ungheria.

I cagnolini sono stati consegnati al canile sanitario di Milano, mentre il trentacinquenne è stato denunciato dai Forestali alla Procura della Repubblica di Milano, per i presunti reati che vanno dal traffico di cuccioli e dal maltrattamento di animali alla frode in commercio e alla ricettazione.

Secondo il Vice Questore Olivieri del Corpo Forestale dello Stato, il triste fenomeno del traffico dei cuccioli è tutt’ora molto diffuso. Animali, in tenera età, trasferiti in precarie condizioni anche da luoghi distanti parecchi chilometri. Un commercio illegale motivato dai forti guadagni che si registrano una volta che gli animali vengono venduti in Italia.

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