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GEAPRESS – Novità di certo poco prevedibili sul caso del giovane messicano accusato di avere postato nel suo account facebook, orrende foto e filmati di abusi sugli animali. In particolare si tratterebbe di un video che illustra l’allenamento di alcuni Pit bull che vengono fatti “giocare” con un gatto fino ad ucciderlo. Poi i cuccioli con le orecchie appese  a  delle  corde grazie a delle pinzette (vedi articolo e foto GeaPress).

Chi invece si vede tenere per il guinzaglio il povero gatto, fino al suo sbranamento da parte di un Pit bull, potrebbe essere un’altra persona rispetto al titolare dell’account.  Questa la novità svelata dalla polizia messicana nelle scorse ore. Si tratterebbe di un ex accalappiacani della città di Cordoba, nello Stato messicano di Veracruz. Quando svolgeva questo lavoro, concluso ogni giorno con l’uccisione dei cani tramite scarica elettrica, era addirittura minorenne. Poi i presunti abusi del patrigno ed infine il ruolo nei  video postati nell’account di Juan Castillo Perez (nella foto schermata). Una persona, dunque, con non pochi problemi nella vita. Tra questi anche avere fatto il soppressore di cani.

Secondo quanto riferito dalle autorità di Puebla, lo Stato Messicano dove invece ricade la città di San Martin Texmelucan (ovvero dove sono girati i filmati degli abusi sugli animali), il lavoro svolto dall’allora minore di Cordoba era perfettamente  legale. Sempre a San Martin Texmelucan, la polizia messicana avrebbe anche rintracciato i locali dopo si sono girati i filmati con i Pit bull (vedi articolo GeaPress) e poi apparsi nell’account di Castillo Perez. Dallo studio dei filmati e, verosimilmente, da informazioni assunte dalla polizia, il successivo coinvolgimento dell’ex soppressore di cani.

Ancora da capire se queste persone sono effettivamente imputabili di qualche reato. Nello Stato di Puebla, infatti, la norma contro i maltrattamenti è ancora in discussione. Ad ogni modo il titolare dell’account facebook risulterebbe tutt’ora irrintracciabile.  Stante quanto riportato dai media messicani, il suo avvocato avrebbe però annunciato azioni legati a seguito di minacce rivolte al suo cliente.  L’account facebook, spento poco dopo la denuncia degli utenti, potrebbe invece essere stato oggetto di un attacco di hacker.

Intanto, il prossimo 21 luglio, gli animalisti messicani hanno indetto una manifestazione: subito una legge che punisca severamente chi maltratta gli animali. Lo scorso giugno, presso il parlamento di Puebla, è stata presentata una proposta che prevede la reclusione fino a cinque anni.

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